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Di Maio, Salvini e i fuochi d’artificio per l’estate

Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Legge Sicurezza Bis si è conclusa almeno sino all’autunno l’attività di governo quanto alla emanazione di decreti. Ciò avviene non solo perchè sarebbe impossibile la loro conversione in Legge da parte del Parlamento nei termini (60 giorni) stabiliti dalla Costituzione ma anche e soprattutto in quanto qualunque nuova norma sposterebbe i termini di un bilancio ora congelato da trattative in corso con le autorità europee per evitare (se ancora possibile) la procedura di infrazione.

Di Maio e Salvini ne approfitteranno per lanciare una serie di proposte più o meno demagogiche, dalla flat tax al salario minimo garantito fino ad una fantomatica tassa sui depositi nelle cassette di sicurezza, ben sapendo che esse molto difficilmente diverranno leggi, ma costituiranno ottimi temi di programma elettorale per le elezioni politiche che si svolgeranno dopo la crisi del governo Conte, presumibilmente all’indomani dell’approvazione della prossima manovra finanziaria.

Si prende tempo e si sparano i fuochi d’artificio in attesa delle elezioni

Quello che può darsi per (quasi) certo è infatti che la crisi di governo non è imminente. Di Maio ha bisogno di tempo per riorganizzare il Movimento, ammesso che ci riesca, ed attirare gli elettori di sinistra con proposte sempre più allettanti di tanti quattrini in modo da bloccare l’avanzata del PD. Anche Salvini ha bisogno di tempo per risucchiare ciò che resto di Forza Italia, anche attraverso l’opera di “responsabili” come Toti, puntando su promesse rivolte a piccoli imprenditori e sulle autonomie regionali differenziate che, se diverranno realtà, spaccheranno l’Italia in due garantendo alla Lega il governo di tutta l’Italia settentrionale specialmente se, come è nelle previsioni, Salvini riuscirà a prevalere l’anno prossimo anche nelle elezioni regionali in Emilia Romagna.

Pronti per i fuochi d’artificio della politica italiana?

Sarà un’estate di fuochi d’artificio, con una gara tra Lega e Pentastellati a chi sparerà quelli più luminosi: gli italiani vi assisteranno meravigliati, non rendendosi conto forse esattamente di ciò che sta accadendo. Qualcuno dovrebbe dire loro che si tratta solo di falsi fuochi per accalappiare gli elettori più ingenui.

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Mario Pacelli

Mario Pacelli è stato docente di Diritto pubblico nell'Università di Roma La Sapienza, per lunghi anni funzionario della Camera dei deputati. Ha scritto numerosi studi di storia parlamentare, tra cui Le radici di Montecitorio (1984), Bella gente (1992), Interno Montecitorio (2000), Il colle più alto (2017). Ha collaborato con il «Corriere della Sera» e «Il Messaggero».

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