Lettera da

I portici di New York City

L’Italia é anche famosa per i suoi portici e New York City vuole farle concorrenza, ma con una distinzione: i portici, ad esempio, di Bologna risalgono al medioevo, cioé sono stati costruiti intorno al 1200, quelli di New York  — che si chiamano impalcature (scaffolding in inglese) — nelle versioni moderne risalgono ai primi del 1900.

A New York City ce ne sono cosí tante che hanno un loro nome: sidewalk sheds (capanne da marciapiedi) e mentre i portici di Bologna servono anche per ripararsi dalle intemperie, quelli di New York servono principalmente a ripararsi dai detriti generati dai lavori agli edifici o dalle nuove costruzioni.

La manutenzione dei muri di palazzi di oltre sei piani é richiesta a New York City per legge dal 1998 ogni cinque anni e si ha due anni di tempo per attuarla. Ma ci sono attualmente oltre 500 di queste impalcature che sono erette da per molto piú tempo, alcune addirittura da 15 anni. Il motivo non é chiaro, visto che manutenzione e affitto delle impalcature costa molto.

Un’altra distinzione é che a Bologna, la cittá piú porticata d’Italia (e forse del mondo),  i portici si allungano per un totale di 62 chilometri. A New YorkCity (probabilmente la cittá piú “impalcata” del mondo) le sue 10,788 impalcature raggiungono 620 chilometri.

Infine, se a Bologna i portici rappresentano un importante patrimonio architettonico della cittá, le impalcature di New York City sono diventate parte integrante della fisionomia urbana e possibilmente una componente artistica contemporanea della metropoli.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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