Questa settimana vorrei parlare di un bel libro su un modo diverso di fare impresa, in cui le persone che costituiscono l’azienda diventano attori e attrici: 𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐤𝐞𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭à di Maurizia Rimondi.
Può sembrare strano abbinare i termini marketing e felicità, sicuramente è un titolo ad effetto, ma che esprime perfettamente il contenuto del libro e senza essere buonista, ma in modo concreto, ragionato.
Quando i kpi 《si misurano con la felicità delle persone sui luoghi di lavoro, con la loro #motivazione e con il miglioramento della #produttività e l’aumento》del fatturato, concordo con Maurizia, che creare delle organizzazioni felici significhi 《aver messo in atto una grandiosa strategia di marketing. 》
Solitamente il marketing è visto come un’attività rivolta all’esterno per ottenere dei risultati ovvero maggiori vendite e con migliore marginalità. Alla fine è di questo che si tratta, non parliamo di #onlus, ma di #bcorp sì.
Allora cosa vuol dire marketing della felicità? Rendere felici i clienti? Farli sorridere? No, il marketing della felicità riguarda innanzitutto chi in azienda ci lavora.
《È importante che l’azienda sia vissuta come un luogo attivo, dinamico ed interessante, da vivere,》in cui 《gli spazi aziendali devono poter essere luoghi di crescita democratica e di cultura condivisa》 affinché collaboratori e collaboratrici possano diventare professionisti/e e anche delle persone migliori.
È un libro che parla di condivisione di valori, di responsabilità sociale, di 《fare business perseguendo la ricerca di un mondo migliore nel quale vivere, di uno stile di vita sano e di un generale equilibrio,》di aziende come luoghi di cultura che apra ad una visione più ampia per sviluppare creatività e innovazione, di inclusione, di produttività che cresce, perché persone più felici e coinvolte sono anche più produttive e possono diventare brandambassador.
È un libro che parla quindi anche di leadership gentile, di avere una #visione e di identità aziendali in cui riconoscersi. È un libro, penso che si sarà capito, che mi sento davvero di consigliare.
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