I care
Affluenza alle urne: 43,6%. E’ ancora democrazia?
Quando un sindaco, un presidente od un deputato, governante in nome del popolo, viene eletto dal 10-20% dei suoi elettori veri (altri lo hanno votato turandosi il naso e per esclusione) come fa a governare realmente, con quale appoggio della sua comunità? Governa quando la politica non conta niente o quando le elezioni sono una finta, una burla. Non a caso il motto fascista “me ne frego” nacque contro le elezioni considerate inutili. A questo si oppose l’ “I care” , “mi importa”, democratico.
Nella Costituente fu molto discussa la questione dell’obbligo del voto; la destra era contro, la sinistra a favore; ma il disaccordo fu soprattutto sulle “penalità” da dare a chi non avesse votato. Fu trovata una mediazione: obbligo del voto, ma pene “leggere”; chi non votava avrebbe dovuto trovare il suo nome scritto in un album da tenere esposto negli uffici comunali, dal titolo “non ha votato”; e poi nel casellario penale, per cui nei concorsi pubblici a parità di punteggio chi non votava avrebbe perso (regola legiferata poi con il DPR 361 , marzo 1957). Questa norma, ampiamente disattesa, fu infine revocata nel 1993 (tra l’altro, anno centrale del golpe italiano).
E’ in corso un dibattito sul fascismo pericolo reale o no; con scontri patetici sull’argomento tra questa o quella figura politica. Penso che le peculiarità che caratterizzarono il fascismo, possano essere ritrovate più che sulle persone, sul sistema, esaltante il “me ne frego”, “non voto” , “non mi interessa” , “chiunque vada fa lo stesso”.
La scuola politica del dopoguerra ci insegnò che questo era il vero nemico della democrazia: il “menefrego” e il “menefreghismo”. E l’Italia purtroppo ha questo malefico gene inserito nella propria natura, che deve assolutamente essere contrastato. Senza voto o con voto limitato non c’è democrazia, almeno in Italia (in altri Paesi può essere diverso).
E quindi? Io sono per reintrodurre l’obbligo del voto, come dovere civico per far parte di una comunità nazionale; e per coloro che non vogliono adempiere al proprio dovere, viene prevista una multa, una tassa, di importo non irrilevante (50-100 euro).
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