27 anni fa. Una mattina a “I Fatti Vostri”. Il programma di Michele Guardì andava in onda da pochi mesi, ma era già un grande successo. Il merito era anche di quel giovane conduttore, Fabrizio Frizzi, che tornava sullo schermo televisivo di Rai 2 dopo un periodo di “panchina”.
Nei decenni trascorsi ho avuto più volte l’occasione di dichiarargli la mia gratitudine: mi aveva regalato il primo vero successo nella mia esperienza di direttore di Rai 2. Fu l’inizio di una lunga collaborazione che si è trasformata in amicizia. Lui c’era il giorno in cui inaugurammo il frantoio. Con il suo sorriso e quel suo “meraviglioso” pieno di gioia per la vita.
Era un uomo buono, leale e generoso. Capace di amare, di essere felice e far sentire felici quelli che lo incontravano, anche attraverso lo schermo televisivo. Forse è per questo che un popolo malato di rancore e di invidia si è sciolto in un abbraccio affettuoso al suo corpo senza vita. Ha tanto amato il suo prossimo che il suo prossimo ne è rimasto stupefatto e davanti al suo sorriso ha scoperto la meraviglia di amarlo: è diventato il suo popolo e ha pianto.
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