Il petrolio Brent è in calo del 2%, a 69,3 dollari il barile, minimo delle ultimi due settimane. Oltre ai tweet di Trump sui nuovi dazi alla Cina, c’è la decisione dell’Arabia Saudita di abbassare il prezzo del petrolio venduto agli Stati Uniti, una mossa che dovrebbe ridurre del tutto i timori di una carenza di greggio. La guerra in Libia, il tentativo di golpe in Venezuela, l’entrata in vigore delle sanzioni contro l’Iran e le esportazioni a singhiozzo della Russia verso l’Europa dell’Est, diventano poca cosa di fronte al rischio di una frenata del ciclo economico mondiale, provocata da un eventuale crack del negoziato tra Cina e Stati Uniti. Il Brent ha perso quasi il 10%, dai massimi di periodo toccati alla fine di aprile, ma tenuto conto anche dell’atteggiamento della Russia, poco incline ad estendere l’accordo sulla produzione di altri sei mesi, potrebbe scendere ancora di parecchio: le due soglie grafiche sono a 65 dollari ed a 60 dollari il barile. La prossima riunione dell’Opec + è il 19 maggio.
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