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Le origini del machismo: tra branding, advertising e molto altro

Il machismo è una delle balle più colossali della storia dell’umanità e ho uno scoop fantastico per voi. Sapete chi ha inventato il machismo? Ebbene, fu inventato dagli scribi cavernicoli ai tempi della pietra quando, tra i cavernicoli, erano gli unici che riuscivano a scrivere sui muri per tramandare le attività degli esseri umani.

Siccome i cavernicoli cacciatori:

  • giravano con la clava e la usavano per chiarire il proprio dominio sulle femmine cavernicole casalinghe
  • si portavano appresso le donne quando uscivano di casa, tirandole per i capelli
  • usavano tutti Denim come dopobarba perché “non dovevano chiedere mai”, anche perché tanto non sapevano parlare
  • si rasavano con Gillette ma occhio, non quella di adesso superinclusivi bensì quelli di prima col machismo a pallettoni

Già, loro sì che erano veri uomini.

Purtroppo, ogni tanto cadevano in debolezze anche loro. Tipo che quando le tigri dai denti a sciabola staccavano loro una gamba, cercavano di non piangere per non farsi vedere dalle donzelle ma, ahimè, non ci riuscivano.

E menomale.

E allora, ogni tanto, la sera dopo una bella bistecca di brontosauro si mettevano a lavorare all’uncinetto. Già, pensate, all’uncinetto: ci avreste mai creduto? E non è mica finita qui.
Si cucivano da soli le pelli delle gonne e persino i cappotti di pelle d’orso.
E ogni tanto si dipingevano pure le unghie di rosa strizzando i salmoni per il colore.

Ora però non divaghiamo e torniamo agli scribi cavernicoli che odiavano i cavernicoli cacciatori perché non li portavano mai a caccia.
Ci siete? Ok, proseguiamo.

Per screditarne la figura e farli scannare dalle future generazioni che poi combatteranno le discriminazioni e gli stereotipi sulle minoranze, quelli che fanno? Quando incidono le caverne tralasciano l’uncinetto, il cucito e le unghie rosa ed ecco che clava e machismo l’hanno fatta da padrone, arrivando fino ai nostri giorni con esempi poco virtuosi tutt’oggi in corso di validità.

Quindi, qual è la conseguenza?

Che un vero uomo non può commuoversi davanti a un film, deve riuscire a smontare un V8 Ferrari (pistoni compresi) in mezz’ora al massimo, montare una mensola con Fischer da 8 e staffe ad L in due minuti con una mano sola e rigorosamente con cacciavite manuale – bucando il muro a capocciate sul tassello – e possibilmente tirar su un muro portante con sassi e foglie, disgorgare un lavandino strizzandoci dentro l’asciugamano dopo la corsa mattutina e dare il buon esempio in ufficio.

Capito? Tutta colpa degli scribi cavernicoli. A saperlo…

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Danilo Spanu

Brand designer, art director, brand specialist con la passione per i codici di marca. L'amore per il design inizia al ristorante, da stagionale per pagarsi gli studi. Il contatto col pubblico in sala gli fa comprendere che è portato per la comunicazione. Dopo aver lavorato per anni nel settore delle big pharma, nel 2006 fonda a Roma un'agenzia pubblicitaria con la quale, tra le altre, cose, lavora per Radio Rock alle anteprime evento dei film dove si spaccia per giornalista per arrivare al Martini del buffet. Nel 2007 è stato art director del Radiocorriere TV ma, da lì a breve, il web e gli studi in social media marketing gli avrebbero fatto cascare i capelli. Gli anni venti lo hanno poi portato a dedicarsi anima e corpo al suo attuale amore: i brand. Qualcuno direbbe che, in sintesi, "fa loghi" ma non chiedeteglielo mai se non davanti a una birra e, soprattutto, dopo aver letto questa bio.

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Tag: machismo

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