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L’Unione Europea non vuole la deforestazione. Ci piace? OH YES!

Ieri in UE si è finalmente trovato l’accordo per impedire la vendita di prodotti generatori di deforestazione. Veloce recap:

  1. Negli ultimi 20 anni è stata deforestata un’area grande quanto l’UE. L’UE è responsabile per il 10% di quest’area;
  2. Cacao, caffè, gomma, legno, olio di palma, soia e derivati da allevamento prodotti generando deforestazione possono salutare l’Europa, non sono più i benvenuti;
  3. L’accordo rivede in modo intelligente il concetto di “deforestazione” includendo anche il degrado forestale, cambiamenti non sostenibili all’utilizzo di un’area boschiva;
  4. Nell’accordo si cita anche la tutela dei diritti umani delle comunità coinvolte;
  5. Le aziende avranno 18 mesi dall’approvazione della legge per adattarsi, si parla di multe molto consistenti per chi non dovesse allinearsi;
  6. I prodotti importati da Paesi selezionati dovranno aver superato una diligence che attesti la mancanza di deforestazione post 2020 (vuol dire che non verranno dismessi impianti di produzione precedenti al 2020)

E’ un punto di svolta storico.
La deforestazione genera il 10% delle emissioni GHG globali, ridurla vuol dire tutelare gli ecosistemi, ridurre le emissioni e poter compensare CO2.

E’ con scelte come queste che l’Unione Europea si candida a leader della lotta al cambiamento climatico.

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Andrea Pesce

Andrea Pesce è da sempre impegnato nella sostenibilità ambientale, nell'educazione e nell'innovazione, dividendo il suo tempo tra l'Italia e il Sud America. E’ il fondatore di zeroCO2, una start-up che si occupa di riforestazione ad alto impatto sociale in diversi paesi del mondo che in meno di due anni ha piantato oltre 400'000 alberi e supportato 40'000 contadini. È anche il fondatore di Comparte onlus, una no profit che si occupa di educazione e innovazione nei paesi in via di sviluppo. Andrea è laureato in Relazioni Internazionali e ha esperienza nella cooperazione internazionale in diverse regioni del mondo, tra cui Africa e America Latina. Dopo un'esperienza lavorativa nelle istituzioni europee a Bruxelles, ha deciso di dedicarsi alla cooperazione gestendo diversi progetti in Guatemala. Le ragioni che hanno ispirato il suo lavoro possono essere ricondotte al suo amore per l'ambiente naturale e alla sua volontà di proteggerlo.

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