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Lutto per la scomparsa di Luke Perry e Keith Flint

Luke Perry (1966-2019). Attore. Il Dylan McKay della serie tv degli anni ’90 Beverly Hills 90210. Figlio di un operaio e di una casalinga, dall’Ohio si trasferì a New York dove – raccontò nel 1990 in un’intervista a Whoopi Goldberg – fece 215 provini prima di riuscire a essere scritturato per uno spot. Quindi andò a Los Angeles, dove ottenne i primi ruoli nelle soap Destini e Quando si ama. Nel 1990 fu scritturato per Beverly Hills 90210, in cui recitò fino al 1995, e poi dal 1998 al 2000. Al cinema ebbe ruoli in Vacanze di Natale 95 di Neri Parenti (in cui interpreta se stesso), Il quinto elemento di Luc Besson (1997) e Crocevia per l’inferno di John McNaughton (1997). Visto anche nelle serie tv Oz e Jeremiah. Da ultimo aveva recitato nel nuovo film di Quentin Tarantino Once upon a time in Hollywood, ancora in lavorazione. Mercoledì scorso era stato colpito da un ictus. Lascia due figli, Jack di 22 anni e Sophie di 19, nati dal matrimonio con l’attrice Rachel Sharp, sposata nel 1993 e dalla quale aveva divorziato nel 2003.

Luke Perry

Keith Flint (1966-2019) Cantante dei Prodigy, il duo di musica elettronica che aveva fondato nel 1990 con Liam Howlett. Oltre 30 milioni di dischi venduti, tra i brani più noti Firestarter e Breath. Si è suicidato nella sua casa a Dunmow, nell’Essex. Lascia una moglie, la dj Mayumi Kai. «Capelli dritti e colorati, separati al centro a formare due corna mefistofeliche, eyeliner spinto, linguaccia di fuori, piercing e tatuaggi (uno sullo stomaco con la scritta “Inflicted”), ballava in modo convulso, tarantolato, inquietante quanto magnetico nel video Firestarter. Agli inizi beveva come una spugna e abusava di droghe, soprattutto sintetiche. D’altronde, l’intera scena rave era costruita sull’ecstasy. La coca era stata un’altra compagna maledetta. La depressione pure, e nel 2015, alla stampa inglese, aveva confessato: “Quando non ce la farò più, mi ammazzerò”» [Orlando, Mess].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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