Quando leggo tendo ad isolarmi. Non importa se sto leggendo sul letto alla mattina appena alzato o prima di andare a letto oppure sul divano o al bar (e ce ne sono alcuni tra i miei preferiti), e anche se c’è la musica non è un problema. Come ho detto, tendo ad isolarmi.
Questa capacità di astrarmi dal mondo non è un semplice distacco dalla realtà, ma una forma di protezione e di ricarica. In quei momenti, le pagine diventano mura invisibili che ridefiniscono lo spazio intorno a me: il brusio del bar si trasforma in un rumore bianco di sottofondo e le lenzuola del letto diventano i confini di un regno privato.
Isolarsi, dopotutto, non significa per forza essere soli; per me, significa semplicemente scegliere di abitare un luogo in cui le uniche voci presenti sono quelle che ho scelto di ascoltare.
In un mondo che ci chiede di essere costantemente connessi e reattivi, questo mio isolarmi è diventato un atto di resistenza quotidiana, un piccolo lusso che mi concedo ovunque io sia. La lettura è la mia bolla personale, un porto sicuro che non dipende dal silenzio circostante, ma dalla forza della storia che ho tra le mani.
E voi? Avete anche voi bisogno di creare il vostro “muro invisibile” per godervi un libro, o riuscite a restare vigili e connessi con ciò che vi circonda?
(purtroppo il mare roccioso e una pineta dove poter leggere non sono vicini)
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