Di nuovo in piazza, in piazza per crederci, un percorso lungo per il corteo che si è mosso da Piazza della Repubblica sino a Piazza del Popolo, compatti, uniti, organizzati e con slogan e musica ad accompagnare una protesta che sembra essere distante dai palazzi che decidono.
I vigili che bloccano le strade in piena sintonia con la manifestazione lasciano il motore accesso delle macchine, mi sembra surreale, assurdo ma nulla è assurdo. I giovani sono belli, colorati, ci credono e ci provano, pochi adulti se non genitori, docenti e giornalisti. Gli slogan sono: “Siamo il futuro senza futuro”, “siamo tutti ambientalisti”, “tutti insieme facciamo paura”, “il vostro profitto non vale il nostro pianeta”, “se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.
Cartelloni molto espliciti “+ Pinguini – Salvini” e molto altro, si canta, si sorride, i volti colorati di verde, borracce e neanche la pioggia li ferma quando arrivati a Piazza del Popolo tutti insieme mentre veniva letto il comunicato dell’organizzazione, tutti seduti o stesi per terra per un’azione condivisa. Non credo che a questi giovani importi votare, vogliono invertire la rotta, vogliono proclamare l’emergenza climatica, vogliono fermare la corsa verso la distruzione, vogliono un mondo plastic free.
Si certo, hanno i cellulari, sono i figli della tecnologia ma sono consapevoli che il pianeta ha bisogno di un’azione forte e coraggiosa per fermare l’inquinamento. Un’Italia devastata da catastrofi causate dal cambiamento climatico, dall’incuria e dal mancato rispetto per la natura, un mondo che cerca di correre ai ripari perché il clima è una reale emergenza non può girarsi dall’altro lato, non serve.
Dobbiamo condividere con questi ragazzi una battaglia per il futuro, ogni piccolo sforzo può servire, ogni piccolo gesto contribuisce a fermare il cambiamento climatico. Io dico grazie a Greta, ai ragazzi di Friday for Future ed a mia figlia e milioni di altri ragazzi nel mondo che hanno cambiato tante cose della nostra vita e che ci regalano entusiasmo ed energia e perché no… il futuro!
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