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Stupidità

Ci siamo, finalmente!
“Corruzione, stupidità e interessi costituiti” dovranno essere sostituiti da “onestà, intelligenza e gusto del futuro”.
Il recovery plan (in arte: PNRR) è partito, per adesso solo per Bruxelles. Rispettando le scadenze per la prima volta nella storia.
Pensavo lo facessimo per una questione di stile e affidabilità. Invece perché chi consegna prima prende i soldi prima.
Sarà forse per questo che negli ultimi giorni dalla Commissione Europea ci arrivava una indicazione di comprensione ed elasticità: “capiamo le vostre difficoltà, un ritardo sarà giustificato”.

Non è vero che Draghi comunichi poco, comunica il necessario, senza mai aggiungere una frase di troppo.
Allora bisogna porgere attenzione ad ogni singola parola.
Trovo il termine “stupidità” coraggioso e nuovo nel linguaggio politico.
In un’epoca di populismo, ipocrisia, demagogia di massa il cittadino -anzi meglio- l’elettore va blandito, lusingato e ingannato.
Il significato è molto diverso da “ignoranza”, quasi opposto. La consapevolezza di non sapere, di non comprendere è l’inizio della fatica del migliorarsi, per partecipare ad una cittadinanza piena e per dotarsi di una autonomia intellettuale.
La stupidità invece è imperfettibile, arrogante, orgogliosa, insindacabile, molesta e porta -paradossalmente- ad intrupparsi in qualunque sudditanza.
Anche “interessi costituiti” è concetto importante. Essi non sono illeciti ma sono illegittimi.

Sono i protezionismi, i corporativismi, le cordate, i cartelli, gli ostacoli all’ingresso nei nuovi mercati, le complicità che impediscono la libertà di impresa e di iniziativa.
Il Presidente del Consiglio la chiama mancata vigilanza sulla libertà di “concorrenza” e denuncia che senza di questa i soldi finiranno ai soliti “monopolii”.
Ed è certo che i monopolisti sono dei conservatori, gente che lavora solo in difesa, che impedisce l’innovazione, che certamente non pratica il “gusto del futuro” di cui sopra.

Così parlò il Premier. Chi avrebbe immaginato che il “capo dei banchieri, il lord protettore della finanza speculativa mondiale, lo stregone del capitalismo privato” si sarebbe apprestato a ringiovanire e a qualificare la macchina pubblica, a modernizzare lo Stato in senso ecologico e digitale, ad aprire l’economia al protagonismo femminile e giovanile?

Forse Draghi usa incautamente le parole, è un po’ naïf, come quando definisce Erdogan un dittatore? Non credo vedendo che dopo pochi giorni il Presidente Biden accusa la Turchia di genocidio degli Armeni.

A proposito: il Presidente turco ha aspettato per qualche giorno le scuse del nostro Primo Ministro poi ha deciso di rispondere, definendolo maleducato ed impertinente.
Sono deliziato da questa risposta così démodé e delicata.
Per questo amo l’antiquariato e la diplomazia internazionale.
Ad Ankara devono avere un vocabolario italiano del secolo scorso. Non sentivo la parola “impertinente” da decenni.
Ma quella che mi eccita è “maleducato”. Come si da’ del dittatore in modo educato?
Lei è un bricconcello, leggermente dispotico, un po’ oppressivo?

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Gianluca Veronesi

Nato ad Alessandria nel 1950, si laurea in Scienze Politiche, è Consigliere comunale ad Alessandria per tre legislature, Assessore alla cultura ed al teatro, poi Sindaco della città. Dirigente Rai dal 1988 al 2018, anni in cui ricopre vari incarichi:Assistente del Presidente della RAI, Direttore delle Pubbliche relazioni, Presidente di Serra Creativa, Amministratore delegato di Rai Sat. E' stato consigliere dell’istituto dell’autodisciplina Pubblicitaria e del Teatro Regionale Alessandrino.

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