Categorie: Teatro Naturale

Un consumo eccessivo di vino può indurre la depressione

Uno studio svedese indica che i non bevitori di vino e alcolici avevano un rischio di depressione più elevato rispetto ai bevitori leggeri, che bevono non più di 7 bicchieri alla settimana. Oltre i quattordici bicchieri alla settimana, però, aumenta in maniera esponenziale il rischio di incorrere nella patologia.

L’interazione tra consumo di alcol e depressione è complessa e non vi sono prove di una diretta correlazione tra consumo di alcol e l’incidenza di depressione.

Una ricerca del Swedish Council for Information on Alcohol and Other Drugs ha studiato se e quanto il consumo di alcol influisce sul rischio di depressione.

In particolare hanno partecipato allo studio 10.441 persone. I partecipanti hanno risposto a domande sul loro consumo di alcol, sintomi di depressione, avversità infantili e fattori sociodemografici, socioeconomici, psicosociali e di stile di vita. 
Un totale di 5.087 partecipanti ha fornito informazioni ripetute sul consumo di alcol.

Vino. Photo credit:Kym Ellis by unsplash.com

I ricercatori hanno utilizzato modelli strutturali marginali per analizzare l’associazione tra consumo di alcol e depressione, controllando al tempo stesso il consumo precedente di alcol e i sintomi depressivi e altri fattori variabili nel tempo.

I risultati suggeriscono che i non bevitori avevano un rischio di depressione più elevato rispetto ai bevitori leggeri (≤7 bicchieri di vino-unità alcol/settimana).
I consumatori di 7-14 bicchieri/settimana, consumatori moderati, presentavano un rischio di depressione simile a quello dei bevitori leggeri. 
Man mano che veniva aumentato il consumo di alcol, però, più aumentava in maniera esponenziale il rischio di depressione.

In conclusione il consumo leggero e moderato di alcol sono stati associati al minor rischio di depressione. Il consumo elevato di alcol, invece, aumenta il rischio di depressione.


Condividi
Teatro Naturale

“Teatro Naturale” è un magazine settimanale online dedicato al mondo rurale. Presente in rete dal 2003 e nato per dar voce a chi – come chi vive in e di agricoltura – non è adeguatamente rappresentato dagli attuali mezzi di informazione, è diventato nel tempo il punto di riferimento per quanti non solo vogliono essere informati puntualmente sull’attualità agricola, alimentare e ambientale, ma che non disdegnano un invito alla riflessione e alla rinascita di un pensiero rurale libero, scevro da appartenenze e ideologie. Di quanti credono che il mondo rurale non solo debba tutelarsi e proteggersi, ma anche evolversi e che la qualità dei prodotti possa passare attraverso la qualità delle persone. Moondo grazie alla collaborazione con Teatro Naturale ripropone alcuni degli articoli più interessanti pubblicati settimanalmente.

Ultimi articoli

LASCIARE ANDARE

Al netto di una sensazione del "si, ma" che a tratti questo libro mi ha…

28 Marzo 2026

Il “Pensiero Magico” delle Soft Skills: perché un libro non salva l’azienda.

​Avete presente quel libro sulla leadership che troneggia sulla scrivania di molti manager? Quello con…

26 Marzo 2026

Intervista a Sebastiano Zanolli

Nell'intervista con Sebastiano Zanolli sul libro "Collaborare a ogni età", emerge una visione pragmatica della…

26 Marzo 2026

L’ITALIA E IL MISTERO DEI LIBRI INVISIBILI: PERCHÉ NON LEGGIAMO?

Prendo spunto dalla vicenda della casa editrice Hoepli - che sicuramente ha anche altre cause…

26 Marzo 2026

Intervista a Paolo Borzacchiello

L'intervista a Paolo Borzacchiello annuncia una rivoluzione formativa dal 20 marzo 2026: un ecosistema accessibile…

12 Marzo 2026

Le prime vittime dell’AI sono i laureati STEM

Il LinkedIn Top Post di oggi è di Raffaele Fusilli, e parla di Intelligenza Artificiale…

9 Marzo 2026