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Banksy riappare con i suoi topi nella metro di Londra!

Blitz provocatorio e creativo per Banksy, travestito da addetto alla sanificazione realizza la sua terza opera dal lockdown, sceglie come luogo la famosa “ Tube” di Londra, un vagone in cui riappaiono i suoi amati “ topi”. Il video postato, come sempre sul suo social preferito Instagram lo vede in azione per un monito senza margini di dubbio a favore della prudenza e dell’uso della mascherina. Era lui l’uomo tutto bardato da capo a piedi o era un suo addetto?

Un quesito senza risposta ma a tutti piace pensare che sia stato proprio l’artista originario di Bristol, camuffandosi, a realizzare fulmineamente la sua ultima opera. Con uno spruzzatore usato per disinfettare i vagoni ha dipinto un topo nero che tossisce e starnutisce vernice verde su un finestrino della carrozza, ha poi taggato la porta della cabina del conducente dipingendo altri topi che questa volta usano maschere come paracadute o spruzzano gel antibatterico per le mani.

Il messaggio è forte e chiaro: bisogna usare le protezioni necessarie, il titolo dell’opera è: ”If you don’t mask, You don’t get” “Se non indossi la mascherina, non capisci”. Nel filmato di meno di un minuto postato su Instagram, un ultimo tocco di genio, verso la fine la famosissima canzone simbolo degli anni Novanta, “Tubthumping” dei Chumbawamba, in versione post lockdown: “I get lockdown, but I get up again”, cioè “Sono stato in lockdown, ma mi alzo di nuovo”.

Banksy riappare con i suoi topi nella metro di Londra! (https://www.youtube.com/)

I topi dell’artista, ahinoi, sono stati cancellati subito. A darne l’annuncio proprio la Transport of London, secondo la società che gestisce il trasporto della capitale inglese, il disegno è stato “cancellato inconsapevolmente dagli addetti alle pulizie”. La TfL ha tenuto a precisare che la cancellazione immediata è una prassi che viene attivata per qualunque opera vandalica (graffiti compresi), in compenso la società ha offerto a Banksy uno “spazio adeguato” all’interno della metro per riprodurre la sua opera.

Accetterà o non accetterà? Il messaggio dell’originale artista inglese seppur cancellato avrà lasciato il segno? I suoi topi avranno convinto gli utenti della più antica metropolitana del mondo? L’arte può condizionare le abitudini in questo millennio? “Se non indossi la mascherina, non capisci” è come sempre nel caso di Banksy un invito senza tergiversare, pensare che tutto sia passato non ci aiuterà a rialzarci ed a liberarci di un odioso ma necessario oggetto che ormai ci condiziona la vita e che probabilmente ci salverà!

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Tiziana Buccico

Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società, come “moscone” per i quotidiani “La Città” e "il Corriere del Mezzogiorno”. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali (Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio), organizzando eventi e campagne elettorali. Pezzi di vita vissuti tra Gottingen, Vienna e Parigi, viaggi avventurosi e curiosi. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia ma occupandosi a tempo pieno della Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran, come Vice Presidente . Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta e si è anche trasformata in una rubrica Treccani dal titolo “Via della Seta”. Rientrata in Italia si occupa di social, politica, giornalismo ed eventi culturali mantenendo così un filo diretto con quella parte del mondo che le ha cambiato la vita. Social media manager dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive.

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