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Ci siamo fermati, per vincere la partita più difficile

Ora è il momento di giocare la partita più difficile, quella con l’avversario invisibile… Chi avrà la meglio e ne uscirà vincitore?

Il mondo del calcio si è dovuto fermare, quella macchina che sembrava inarrestabile si è fermata, si sono spente le luci dei riflettori si sono chiusi gli spogliatoi e di conseguenza anche gli stadi e con essi anche le abitudini domenicali di tanti e tanti appassionati di calcio.

Proprio così, il 3 marzo 2020, io come molti altri addetti ai lavori (presidenti, direttori sportivi, manager, dottori, allenatori, calciatori, magazzinieri ecc.) abbiamo ricevuto la notizia che da giorni aleggiava nell’aria: STOP! Occorre fermarsi, non solo per il bene dell’ intera comunità calcistica, ma di un’intera nazione, quindi tutti a riposo.

Così il Ministro allo sport (Spadafora) e il Presidente del Coni (Malagò) hanno comunicato il “rompete le righe”. Causa? Quell’ avversario senza casacca chiamato in termini scientifici Covid- 19 (Corona Virus). Incredulità, sgomento fra gli addetti ai lavori.

E’ la prima volta che tutto questo accade da quando esiste il calcio giocato a girone unico, (1929-1930). Solo in un’altra occasione fu fermato il mondo del calcio e ci riferiamo ad un periodo storico tragico: La prima Guerra Mondiale.

Come oggi anche all’ora si contavano migliaia di morti ma l’avversario era in carne ed ossa e citando De Andrè “aveva la divisa di un altro colore”.

L’incredulità che ha colpito tutti noi è la mancanza materiale e visiva dell’avversario, per chi paradossalmente con un avversario si confronta tutte le domeniche, in maniera leale, su di un rettangolo di gioco.

Quindi molteplici sono le domande, adesso cosa si fa? Come finirà la stagione? E la classifica? E gli allenamenti? Adesso cari colleghi bisogna avere la forza e la capacità di riorganizzare il nostro tempo. E’ necessario cercare di riempire le ore, i giorni, che prima dedicavamo a quella passione viscerale, in una maniera a noi totalmente nuova.

Dovremmo cominciare a rivedere le nostre domeniche, quelle fatte di emozioni miste a rabbia e delusioni quando qualcosa non va come deve andare nei 90 minuti di gioco. Bisognerà usare la tattica difensiva così come sostiene un mio amico allenatore, ovvero mettersi tutti in difesa e sperare di vincere al novantesimo con un autogol, realizzato proprio da questo nuovo avversario invisibile.

Sicuramente questa vittoria raggiunta al termine del tempo regolamentare non porterà agli sperati tre punti, né alla vittoria del campionato, né al piazzamento nella zona play off e neanche ai play out, non ci saranno squadre che retrocederanno, né vincitori, nè coppe.

Questa è l’unica partita in cui non serviranno allenamenti specifici né sedute straordinarie, tanto meno match analising, perché sarà difficile trovare il punto debole per potersi inserire negli errori difensivi della squadra avversaria.

Forse per la prima volta questa partita si conquisterà stando fermi, senza allenarsi e senza giocare materialmente sul campo. Almeno non su quello che per noi è IL campo.

Quindi, con la speranza di uscirne tutti vincitori e per far si che tutti possano riprendere al più presto a praticare questo  sport straordinario che è il calcio, da Mister vi consiglio l’allenamento e la tattica migliore… Restiamo tutti a casa!!! #Iorestoacasa

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Raniero Brunelli

Raniero Brunelli nato nel 1975, è un allenatore di calcio qualificato UEFA B, attualmente tesserato come allenatore in una società dilettantistica. Il calcio occupa gran parte del suo tempo libero, essendo a tutti gli effetti un secondo lavoro. Oltre al calcio nutre una grande passione per la politica, che ha praticato attivamente e che ora segue con interesse.

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