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Conte ai saluti finali?

Alla fine è successo: il governo è caduto. Alle 9 di questa mattina, convocato il Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte annuncerà l’intenzione di dimettersi. Subito dopo, il premier salirà al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.
«Conte ha provato a resistere, a coagulare un gruppo di responsabili in Senato in grado di disinnescare una figuraccia in Senato domani, in occasione delle comunicazioni di Bonafede sulla giustizia, ma non ci è riuscito. «È un momento molto difficile», ha detto ai rappresentanti del Terzo settore che ha incontrato nel pomeriggio, alla fine di un pomeriggio quasi al cardiopalma per i cronisti politici» [Galluzzo, Corriere della Sera].
Alle 17, però, l’Udc ha diffuso una nota in cui si tira «fuori dai giochi dei “responsabili”. I tre senatori dello Scudo crociato hanno votato all’unanimità no alla fiducia del governo e voteranno, in maniera compatta, no alla relazione del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede».
Una riunione improvvisata con i dirigenti dei 5 Stelle ha fatto precipitare le cose.
«Quando in videoconferenza Vito Crimi comincia a dare i numeri del Senato, in quella che ai presenti sembra un po’ la conta delle figurine, “ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, i ministri e i sottosegretari del Movimento 5 stelle cominciano a sbuffare. Sono le 18. La riunione è stata indetta per capire il da farsi. E il da farsi è già deciso: il Movimento ha chiesto a Giuseppe Conte di non mandare Alfonso Bonafede in aula senza paracadute. Di salvare il Guardasigilli da una bocciatura certa sulla relazione annuale della Giustizia che, inevitabilmente, sarebbe comunque ricaduta sul premier e sul governo. “Non si è chiuso nessun accordo con nessuna quarta gamba”, esordisce il reggente M5S. Sostenuto dai conti del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Bonafede sta ancora lavorando al suo discorso, sta trattando possibili aperture in senso garantista con il suo predecessore, il vicesegretario pd Andrea Orlando, e con il deputato pd Walter Verini. L’idea è di convincere a votarlo almeno un pezzo di centristi e gli stessi responsabili della fiducia. I suoi lo fermano: “Non ha senso, non ci voterebbero comunque e ci scopriremmo su un fronte interno”, è il senso del ragionamento dei dirigenti M5S. Che già pensano ai possibili attacchi dei soliti malpancisti, a cominciare dal presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, davanti a un Movimento che si sorprende a scoprire il garantismo per far guadagnare un po’ di ossigeno al governo. Prende la parola Stefano Buffagni: “Non possiamo mandare Alfonso a schiantarsi in aula – dice il sottosegretario al ministero per lo Sviluppo economico – dobbiamo difendere i nostri. Difendere Conte, che è il perno fondamentale della maggioranza. Ora però vi chiedo: qual è la strategia?”. Silenzio. Crimi neanche accende il microfono su Zoom. Interviene il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “È inutile che ci giriamo intorno, i numeri non ci sono, dobbiamo trarne le conclusioni e affrontare da domani la situazione”» [Cuzzocrea, La Repubblica].
L’annuncio della resa arriva alle 7 di sera.
«Se Giuseppe Conte aprirà e chiuderà la crisi come sembra, puntellandosi con un gruppo di “moderati” e transfughi forzisti, potrà re-incoronarsi premier con un record senza precedenti. Solo Mariano Rumor e Giulio Andreotti possono vantare la stessa performance, ma nessuno di loro con i balzi culturali e politici visti in questa legislatura. E d’accordo che le ideologie sono morte, ma governare quindici mesi con il sovranismo securitario, sedici mesi con i suoi nemici giurati e poi cominciare una nuova avventura puntellata dai liberal-popolari, sembra troppo persino per il Frullatore Italia, dove da tempo le identità sono come il vestito dell’Imperatore della favola: luccicanti, sontuose, inesistenti. Ci si chiede come sarà (se ci sarà) la terza vita politica dell’Avvocato del Popolo. Date le premesse, può essere qualsiasi cosa» [Perina, La Stampa].

In prima pagina

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• È stato fermato il fidanzato della ragazza di 17 anni uccisa e bruciata a Caccamo
• A Maddaloni (Caserta), tre pluripregiudicati, due uomini e una donna, sono stati arrestati all’alba di ieri per i reati di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, lesioni, revenge porn e stalking ai danni di una ragazza di 22 anni che soffre di ritardo mentale. I fatti risalgono allo scorso ottobre
• L’Avvocatura dello Stato, per conto di Arcuri, ha inviato una diffida alla Pfizer: se non rispetteranno i tempi delle consegne dei vaccini, l’Italia minaccia azioni legali
• L’Ue ha inserito nella zona «rosso scuro» Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Bolzano
• A Varese il primo caso di variante brasiliana riscontrato nel nostro Paese
• Tra i vaccinati in Italia 400 mila non sono operatori sanitari
• Il tasso di positività sale al 6%, 420 i morti, torna a salire il numero di ricoveri in terapia intensiva (+21), così come quello dei ricoveri ordinari (+115)
• Nel mondo il numero di contagiati sale a 100 milioni: India e Stati Uniti i più colpiti
• L’ambasciatore d’Italia a Mosca, Pasquale Terraciano, 64 anni, si è fatto vaccinare con lo Sputnik
• Biden ha cancellato l’ordine esecuti di Trump che bandiva le persone transgender dalle forze armate
• Nel 2020 la Cina ha superato gli Usa come prima destinazione mondiale per i nuovi investimenti stranieri
• A Kabul un Suv dell’ambasciata Italia è stato colpito da una bomba artigianale. Un ferito lieve
• Da domenica quattro escursionisti sono dispersi sul Monte Velino, in Abruzzo, forse travolti da una valanga. I soccorsi sono bloccati dal maltempo
• Algero Corretini, il rapper del video «ho preso er muro, fratelli’», è stato arrestato: ha picchiato la compagna con una spranga di ferro.

Clamoroso

Leonardo (precisandolo addirittura per iscritto: «Il piè fia la sectima parte dell’omo») ha alterato le proporzioni del cosiddetto Uomo di Vitruvio (circa 1490): il piede è un settimo dell’altezza, mentre Vitruvio lo definì come un sesto. Inoltre le braccia alzate sono più lunghe di quelle orizzontali.
Il disegno è solo apparentemente inscritto in un cerchio. Leonardo partì da un quadrato e solo a disegno finito fece centro col compasso sull’ombelico e tracciò il cerchio [Lugli, Sole].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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Tag: Conte

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