Diario di una quarantena

I colori della mente

Di Alessia Di Spirito

Guardo il mondo dalla finestra:
uno spettacolo mai visto, dalla finestra guardo il mondo e mi viene voglia di tuffarmi lì dentro.
Ore 16:37, le lancette dell’orologio scandiscano il tempo, minuto per minuto, mi guardo intorno, avrei mille cose da fare, mi siedo alla scrivania dove urlano e ridacchiano i miei doveri. Provo a concentrarmi. Non ci riesco. Guardo l’orologio, ore 16:45. Il tempo non passa. Come mi sono potuta ridurre così?
Decido di smettere, giro impazzita per la casa, senza trovare un hobby, senza alcuno stimolo, sbuffo di qua e di là, vorrei uscire, correre per la strada, riabbracciare le mie sorelle, i miei nipotini, i miei nonni, i miei amici ma non posso. Come può averci vincolato così uno stupido virus?

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L’unica cosa che mi resta da fare è usare l’immaginazione. Bene. Lo faccio.
Esco in giardino, mi siedo, prendo le cuffie parte la mia playlist, immagino.
Inizialmente non riesco, rimango ferma in quell’aria monotona e grigia, ci riprovo ma la mia mente è ferma.
Squilla il telefono, eccoli lì, i miei nipotini in videochiamata con i loro sorrisi più belli. Mi distraggo. Piango di felicità.
Mi rendo conto di come la quotidianità non sia così banale come noi pensiamo.
Ma la fine di quella chiamata mi fa ritornare alla mia triste realtà.
Riprendo le cuffie e continuo il mio viaggio verso parti indefinite della mia mente: l’immaginazione, cari miei, l’unica cosa che ci salverà.
Guardo il mare, cosa c’è di più bello di ammirare un tramonto? Perdersi nelle sue mille sfumature facendosi trasportare dalle varie sensazioni che esso crea? Immagino, penso a come sarebbe bello guardarlo dalla spiaggia, magari con le persone che amo, in silenzio, facendoci trasportare dal piacevole suono delle onde. Ma questo non è possibile. Mi accontento: a volte, per essere felici, bastano due occhi e una mente.

Dalla rubrica “Diario di una quarantena”:

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