Sfogliando il New York Times

Il senato torchia il capo delle poste sul voto per posta

SFOGLIANDO IL NEW YORK TIMES DI OGGI SABATO 22 AGOSTO

PRIMA PAGINA

–      Il senato torchia il capo delle poste sul voto per posta. Stati fanno causa sui ritardiLuis DeJoy, interrogato via “zoom” da una commissione del senato, ha difeso i cambiamenti che aveva fatto come necessari per mettere a posto il budget del servizio postale, ma ha accettato di rimandare a dopo le elezioni quelli piu’ influenti sulla rapidita’ del servizio, quali il blocco degli straordinari e la pausa pranzo.  Ha garantito che le schede elettorali  saranno consegnate “tutte ed in tempo”. Ha definito “oltraggiosa” l’idea dei democratici che lui avesse rallentato il servizio apposta per favorire Trump, mentre il fatto di essere amico e benefattore di Trump e le sue prime immediate azioni alle poste suggeriscono il contrario. Intanto, una coalizione di sei stati gli ha fatto causa per i ritardi nelle consegne.

–      Un nominato che crede nel suo messaggio. Da quando in Aprile ha annunciato la sua candidatura alla nomina ufficiale dell’altro ieri a candidato alla presidenza, Biden e’ stato attaccato anche all’interno del partito per varie cause: il lavoro del figlio in Ucraina, i suoi antiquati riferimenti culturali, il suo modo di parlare, le sue idee politiche datate come i suoi detti preferiti. Ma lui non si e’ mai spostato dal suo messaggio centrale: che Trump e’ un pericolo per i valori dell’America mentre lui e’ un leader stabile, esperto, rispettoso delle tradizioni americane.

–      Facebook si prepara per possibile caos il 4 novembreSi e’ preparato per anni per le elezioni del 3 novembre, adesso si sta preparando nel caso Trump tenti di intervenire a votazione conclusa. Scenari di emergenza comprendono tentativi di Trump e/o dei suoi fidi di usare la piattaforma per delegittimare i risultati, usando anche supposti ritardi delle poste.

–      Qualche scuola tace sui casi di covid Parte delle scuole hanno riaperto le aule e molti distretti scolastici comunicano pubblicamente i dati del coronavirus nei loro edifici. Ma altri distretti tacciono, citando motivi di privacy, creando disagio in genitori preoccupati della salute dei figli, negli insegnanti e negli esperti di sanita’ pubblica che cercano di combattere il contagio.

–      Uno studio degli affari negli USA suggerisce una ripresa zoppicante. Molta gente continua ad  evitare i grandi centri commerciali,  bar e ristoranti, secondo i dati sul traffico pedonale di milioni di persone. Un grafico dimostra che vanno bene i negozi di casalinghi, di alimentari e i distributori di benzina. Molto male le linee aeree e i bar.

PAGINE INTERNE

–      Un assaggio di liberta’ in Bielorussia. I dimostranti hanno ottenuto dal governo qualche concessione, compresa una promessa sulla liberta’ di stampa. Ma non e’ chiaro per quanto tempo.

–      Prigione per la frode sulle ammissioni all’universita’L’attrice Lori Loughlin, che aveva confessato il suo tentativo di corruzione per far ammettere il figlio all’universita’, e’ stata condannata a due mesi di carcere. Il marito, lo stilista Massimo Giannulli, e’ stato assolto.

–      Per la California, perdite gigantescheAlcune delle antiche, enormi conifere dei parchi perdute negli incendi.

–      L’Europa teme una nuova faseFotografia della fontana di Trevi con questa didascalia: “Crescono le preoccupazioni che, con la fine della stagione dei viaggi, il virus possa trovare una nuova base quando la vita si sposta di nuovo dentro casa”.

–      La New York City della nostra immaginazione. Mentre la citta’ torna alla vita, ci ricordiamo della New York che abbiamo perso, e di quella che speriamo ritorni. E’ un intero fascicolo di 8 pagine quasi tutto di fotografie, con qualche titolo: “ La musica della metropoli e’ cambiata. State a sentire”. “Abbiamo mai considerato il sottile senso di sicurezza che ci da’ il traffico ingorgato dell’ora di punta?”. “Ma forse il suo nuovo ritmo e’ alla fin fine quello a cui tutti possiamo ballare”.

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Umberto Bonetti

Umberto Bonetti, nato a Torino nel 1938, laureato in legge e scienze politiche Carriera: RAI di Milano (1962/1967), RAI di Montevideo (Uruguay) (1968/1974), RAI CORPORATION (1974/2000) a New York e Los Angeles. . Dal 2000 in pensione, con vari incarichi di consulenze. Volontariato: Peace Corps in El Salvador, United Nations in Sudan, Unesco in Afghanistan, Unione Europea in Bangladesh. A New York: Metropolitan Museum, Meals on Wheels (distribuzione pasti).

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