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La democrazia americana: sana o zoppicante?

Cari amici di Moondo, sento spesso parlare di difficoltà’ del sistema democratico americano, di crepe della democrazia americana. Io sono di parere diverso, sono convinto che tutto dipende non dal sistema, ma solo dalla lettera della Costituzione, che ha un problema di base. 

E’ stata scritta da gente molto ma molto “per bene” e come tali hanno pensato che sarebbe stata poi usata da gente altrettanto per bene. E l’hanno fatta quindi molto elastica, quasi vaga, così che si presta a diverse interpretazioni, dando poteri immensi al presidente. Ha retto, più o meno bene, ma ha retto, per due secoli. Poi e’ arrivato un presidente “non per bene”, forse il primo così  tanto “non per bene”, Donald Trump, che l’ha usata come gli e’ piaciuto,  spesso sostenuto da un Senato compattamente repubblicano, e particolarmente servile. 

Un paio di esempi molto semplici, lasciando da parte gli abusi di potere e gli ostruzionismi per cui ha subito il primo processo di impeachment: chiede al Parlamento i soldi per costruire il muro con il Messico, gli dicono di no, e lui che fa? Prende i soldi dal fondo gia’ stanziato per la difesa e li usa per il muro. Perfettamente legale. Oppure: gli chiedono di far conoscere le sue tasse personali, come hanno fatto tutti i suoi predecessori, lui si rifiuta. Perfettamente legale perche’ non previsto fra i suoi doveri costituzionali. L’abuso di potere e’ molto difficile da provare quando i limiti della Carta Costituzionale  sono cosi’ vaghi e chi e’ al comando ne approfitta.

Per non parlare di politica estera. Qui il suo potere e’ legalmente praticamente illimitato. E’ vero che per dichiarare guerra a un altro paese deve avere l’approvazione del parlamento, ma in tutte le altre guerre “minori” in cui l’America e’ coinvolta (Yemen, Siria, Afghanistan, Somalia, Etiopia…..) e’ solo lui a decidere, vendendo armi con un giro di miliardi di dollari e mandando soldati. Ed e’ solo lui a decidere con chi “essere amici”: tenta, fallendo, di essere amici con la Corea del Nord, esce dall’accordo fatto da Obama con l’Iran, rompe i rapporti con i paesi mussulmani, rende freddi i rapporti con i paesi europei, ha un rapporto misterioso con la Russia, fa e disfa a suo piacimento la politica, importantissima per questo paese, sull’immigrazione. Migliaia di poveracci, in arrivo soprattutto dal Sud America, accampati al confine col Messico, in attesa di capire se otterranno il diritto di asilo. Oltre naturalmente ai molti che riescono a entrare abusivamente.

 E nel campo, sempre piu’ importante della protezione del clima? La Costituzione non da’ alcuna direttiva. E lui, che e’ del tutto indifferente al problema, ne approfitta per cancellare le difese messe su dai suoi predecessori – soprattutto Obama – sui limiti dello sfruttamento dei combustibili inquinanti e sul chilometraggio delle auto, e per dare nuovi permessi di trivellazioni per la ricerca del petrolio, per la costruzione di nuovi oleodotti, per lo sfruttamento industriale delle terre federali messe da parte per parchi nazionali.

 E il rispetto degli accordi internazionali ? A parte il gia’ menzionato accordo con l’Iran, esce dal trattato di Parigi sul clima, diventando l’unico paese al mondo a non farne parte (recentemente e’ stato firmato anche dalla Siria, che era il solo paese non membro). E la NATO? Non ne e’ uscito, forse si e’ reso conto che il troppo e’ troppo. Ma i rapporti con l’Europa (e anche personalmente con i leaders europei) sono quasi inesistenti, di certo molto piu’ freddi di come non siano mai stati prima. 

E con la pandemia del Covid 19 ? Qui la Costituzione c’entra poco, anche se e’ sottinteso l’obbligo del presidente di difendere al meglio la popolazione e lui non l’ha fatto, convinto, nella sua prosopopea, che non fosse niente di serio e che lui ne sapesse di piu’ di qualunque scienziato. Ma qui, credo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscerci qualcosa di positivo, qualcosa di cui dobbiamo essere grati, non  a lui, ma direttamente al virus: senza il Covid 19 avremmo eletto Trump per altri 4 anni. Lo do per sicuro avendo seguito attentamente la campagna elettorale di Biden: i suoi attacchi a Trump erano quasi sempre basati sulla sua incapacità a gestire la pandemia. E su che altro l’avrebbe potuto attaccare? Prima dell’arrivo della pandemia, l’economia andava benissimo, la disoccupazioni ai minimi storici, nessun problema internazionale serio. E al grosso dell’elettorato i soldi in tasca e il lavoro interessano ahimè molto ma molto di piu’ dell’inquinamento atmosferico, dei trattati internazionali e dei problemi degli immigrati.

Ci si potrebbe domandare: ma i suoi collaboratori non lo consigliano? Non possono in qualche modo guidarlo? No, non possono, perche’ lui non glielo permette. Alla prima parola di critica, licenziati. O si licenziano, quando non ne possono piu’. Secondo i calcoli di Google, nei quattro anni sono stati licenziati o si sono dimessi almeno 360 funzionari di altissimo, alto e medio livello (il numero non comprende personale d’ordine). Per altissimo, intendo livello di ministro o simile. Secondo la Costituzione, puo’ assumere chi vuole, anche se a un certo livello ha bisogno dell’approvazione del senato, mai negata nei quattro anni. Per licenziare, non ha bisogno di niente di piu’ che la sua volonta’, non deve neppure spiegarne la ragione.  

Se questa e’ la situazione, i  possibili rimedi sono solo due: o si cambia la Costituzione, rendendo la figura del presidente meno “onnipotente” , o non si eleggono piu’ personaggi alla Trump. La prima e’ difficilissima da un punto di vista politico e di rispetto delle tradizioni . La seconda e’ possibile, ma dipende dai risultati elettorali. Comunque sia la Costituzione ha retto bene per 44 presidenze, male per la quarantacinquesima, speriamo che per la quarantaseiesima appena iniziata vada benissimo. 

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Umberto Bonetti

Umberto Bonetti, nato a Torino nel 1938, laureato in legge e scienze politiche Carriera: RAI di Milano (1962/1967), RAI di Montevideo (Uruguay) (1968/1974), RAI CORPORATION (1974/2000) a New York e Los Angeles. . Dal 2000 in pensione, con vari incarichi di consulenze. Volontariato: Peace Corps in El Salvador, United Nations in Sudan, Unesco in Afghanistan, Unione Europea in Bangladesh. A New York: Metropolitan Museum, Meals on Wheels (distribuzione pasti).

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