La Proletaria o la Progettuale. La ragazza di Fuorigrotta

Le ragazze di Fuorigrotta – Bagnoli – Ponticelli, alias: le progettuali, cresciute tra gli altiforni dell’Italsider e le fabbriche della zona industriale di Napoli, hanno fatto propria la cultura del progresso: Cultura del lavoro – Progettualità, – Forma e comportamento – Idea di Sviluppo. Nate economicamente, perché figlie di reddito fisso, sono allenate a pensare che la vita è impegno e ordine.

La ragazza di Fuorigrotta tra Federica Sciarelli e Barbara D’Urso preferisce Federica, Tra Fabio Fazio e Carlo Conte preferisce Fabio. Tra Giovanni Ferrero e Silvio Berlusconi preferisce Giovanni. Tra Samantha Cristoforetti e Maria Elisabetta Alberti Casellati preferisce Samantha. Tra l’impegno e l’indifferenza preferisce l’impegno.

Infatti, fin dall’infanzia, i suoi studi sono finalizzati alla realizzazione, nel più breve tempo possibile, della sua autonomia economica. Generalmente, durante il periodo universitario lavora la sera per non aggravare il bilancio familiare. Non conosce il lamento, dal partner pretende un rapporto chiaro e pulito.

Per la vicinanza al Politecnico preferisce discipline scientifiche a quelle umanistiche e infatti, nata nei valori della cultura industriale, non si lascia abbagliare dalla società dei consumi, pur amando le cose belle della vita. Si può azzardare che le ragazze progettuali sono un’ottima sintesi tra la Mitteleuropea e la Mittelmediterranea.: Razionalità e Passionalità.

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Il loro essere passionale filtra attraverso un Principio di logica con il quale il partner dovrà confrontarsi ogni momento. Una storia d’amore per la ragazza progettuale non è mai fine a sé stessa, bensì è ricerca e arricchimento (quindi conosce za di sé). Di conseguenza, l’uomo che si innamora della progettuale non può giocare facilmente alla pratica dell’acchiappanza, perché le ragazze di Fuorigrotta, Bagnoli, Ponticelli, anche in un piccolo flirt danno tutte se stesse e chiedono all’uomo altrettanto. Insomma, con loro non si scherza. Per tenerle legate a sé bisogna leggere tre giornali al giorno, vedere i telegiornali, leggere i libri che fanno tendenza, vedere film problematici; insomma essere sempre presenti storicamente al momento che, alias:” usare la complessità per porgerla con semplicità”.

Come single sono le migliori; appena laureate e lavoratrici vanno a vivere da sole, non come fuga dalla famiglia, ma come realizzazione di sé. Non sono alla ricerca disperata del partner per risolvere i loro problemi, poiché sono consapevoli che solo con il lavoro e l’impegno si realizzi una coscienza di sé, perciò, pur avendo chiaro il tipo di uomo ideale, se non lo trovano, vanno dritto per la loro via.

L’uomo interessato a sposare una ragazza progettuale deve far propri i significati delle lotte d’emancipazione della donna: Rispetto di lei come persona e valore- economia dei sentimenti al 50% – Sensibilità e Delicatezza direttamente produttive (inutile dirle sempre: Ti amo. Meglio portarle la sera un mazzolino di fiori) confronto giornaliero sui sentimenti e sulla problematica del quotidiano. La ragazza progettuale infatti non ama agire al buio, ma ama il massimo della chiarezza e preferisce sempre fare il punto della situazione per controllarle il presente e il futuro.

Una volta praticati con lei questi valori, come moglie e madre è la migliore guide dell’umo. Programma il bilancio economico familiare, le ferie estive e invernali, le ricorrenze, il consumo, l’avvenire dei figli e tutto questo lo fa come dovere e gioia d’essere. Insomma è convinta (e il prof. Salvatore Pica è con lei in questa convinzione) che attraverso la letteratura del quotidiano realizza il grande romanzo della vita.

Alle medie e al liceo la chiamano “Capobanda”, perché è lei l’animatrice e l’organizzatrice di ogni gita, festa, serata.

La ragazza progettuale è la sposa perfetta per un giovane nato in una colta famiglia progressista, poiché il filo rosso della cultura progressista napoletana passa attraverso i sani valori dei ceti proletari unitamente a quelli borghesi progressisti.

E oggi, con il dominio dei nuovi ricchi e dei Neo-Bizantini, queste due razze (proletari e progressisti) cominciano ad essere in estinzione, poiché molti giovani progettuale e figli di ricchi progressisti stanno lasciando Napoli per ilidi più consoni ai loro valori di vita.

Con il calore degli altiforni, delle fabbriche, della Solfatara le ragazze progettuali sono naturalmente passionali, gelose, possessive, ma quando si innamorano sono teneramente e infantilmente poetiche. Cresciute nella razionalità più hard nell’amore riversano l’altra età di è: Dolcezza – Maternità – Irrazionalità – Femminilità perversamente marocchina, e in questo transfert sanno dare, come donne del nuovo secolo, il meglio in amore.

Famosa è la recente storia di una ragazza di Fuorigrotta, fresca ventenne, colta e notturna, e un uomo di 45 anni. Come ogni amore che parte irrazionalmente per poi, strada facendo, razionalizzarsi, la nostra notturna, scioccata dalla differenza di età, ha coltivato in sé dubbi e perplessità, ma è riuscita a far prevalere la sua parte razionale e sistemare l’uomo e il suo amore nella categoria “senza tempo”, in modo che la differenza di età non rappresentasse più un limite ma piuttosto un’ulteriore apertura a nuovi valori. Il superamento dei luoghi comuni è stato abilmente glissato dalla nostra notturna proprio perché educata a giudicare i fatti e non le apparenze, perciò se quest’uomo oggi è felicemente legato a auna ventenne, lo deve al risultato di una cultura direttamente produttiva.

La ragazza progettuale non tradisce facilmente, poiché nel tradimento clandestino vede mettere in discussione i valori su cui si è formata. Preferisce sospendere la storia chiedendo al partner una pausa di riflessione, per capire il nuovo che è in lei, pur cosciente di correre il rischio di perdere ‘uno e l’altro: Meglio un amore perso che tradire la propria cultura.

W le ragazze progettuali!

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Salvatore Pica

Dopo l’infanzia trascorsa a Pignasecca, Pica inizia la sua carriera nel mondo del design, del teatro d’avanguardia, dell’arte moderna, tra le feste alla factory di Andy Warhol che lo fotografò insieme ad altri personaggi noti della città per le sue Napoliroid. Disse di se stesso: “Volevo diventare qualcuno, alla fine sono diventato qualcun altro”.

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