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Né zitti né buoni i Maneskin trionfano all’Eurovision Song Contest 2021

I Maneskin stanotte hanno ottenuto una doppia vittoria miglior testo e con grande attesa e suspense hanno vinto l’Eurovision Song Contest 2021. Dall’Olanda un grande show sabato notte, una notte all’apparenza senza pandemia, uno spettacolo pirotecnico direi quasi al limite del kitsch. L’anno prossimo si terrà in Italia, chissà dove e chissà chi ci rappresenterà..Ma che gioia la vittoria con questa rock band fantastica, coraggiosa, con testi incredibili e un carico di energia incontenibile. Testo cambiato per la censura, questa volta europea, ma la forza della canzone e della performance è stata davvero travolgente.

Il mio tweet poco dopo la vittoria è stato “né zitti né buoni” parafrasando il titolo originale e guardando l’esibizione sul palco. Abbiamo vinto con un gruppo che incarna la #nextgeneration , primi in Europa con i nostri giovani. Non è stato facile battere la Francia e la Svizzera, i voti della giurie di qualità dei paesi partecipanti ci vedevano oscillare tra il quarto e il quinto posto, fuori dal podio, ci hanno votato solo Slovenia, Croazia, Ucraina e Georgia con il massimo dei punti. Ma i voti del pubblico sono stati la nostra riscossa, il regolamento non prevedeva che ogni paese potesse votare il proprio, quindi siamo piaciuti davvero o altrimenti abbiamo molti italiani in giro per l’Europa, pazzi per Damiano & C. Un testo molto bello e forte, vittorioso a Sanremo e primo su tutto il web e le classifiche da Spotify in poi. Un inno contro i pregiudizi, la voglia di riscatto e di ‘spaccare’ con la musica: ”Qui la gente è strana tipo spacciatori/Troppe notti stavo chiuso fuori/Mo’ li prendo a calci ‘sti portoni/Sguardo in alto tipo scalatori/Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma/Sono fuori di testa ma diverso da loro/E tu sei fuori di testa ma diversa da loro/
Siamo fuori di testa ma diversi da loro…….In casa mia non c’è Dio/Ma se trovi il senso del tempo/Risalirai dal tuo oblio/E non c’è vento che fermi/La naturale potenza/
Dal punto giusto di vista/Del vento senti l’ebrezza/Con ali in cera alla schiena/Ricercherò quell’altezza/Se vuoi fermarmi ritenta/Prova a tagliarmi la testa/Perché
Sono fuori di testa ma diverso da loro…”

Proprio questo testo è stato così giudicato dalla Giuria dell’Eurovision: “una canzone insolente. Le metafore nei testi sono ben scelte e ti parlano costantemente. Questa non è una canzone dolce, e quindi le immagini non sono gradevoli, ma volutamente dirompenti. Zitti e buoni è un grido crudo dei disadattati di questa società falsa”.

Non dimentichiamo che lo stesso premio della critica per il miglior testo fu vinto da una altro giovane emergente, di grande carisma come Mahmood nel 2019 con “Soldi”, un altro brano forte, parole che lanciavano chiare accuse ad una società che giudica, che non lascia spazi alle libertà individuali, creando stereotipi e categorie. L’Italia in passato ha vinto con Gigliola Cinquetti e Toto Cotugno, oggi vince con un rock italiano d’autore, con una nuova immagine con quattro giovani talenti, vince un ‘Italia che forse dovrebbe recepire il messaggio di “Zitti e buoni” e dovrebbe incoraggiare i giovani a non stare né zitti né buoni, perché c’è bisogno di creatività, di genio, di libertà e di coraggio. E sul palco di Rotterdam Damiano prima della performance che chiude la notte prende il microfono e urla: «Vogliamo solo dire all’Europa, a tutti, Rock’n’roll never die, il Rock and Roll non morirà mai!»​. Hanno cantato dopo la vittoria, il testo originale senza censure gridando a tutta l’Europa la loro forza, la loro voglia di non mollare mai. Grande tifo su tutti i social e sostenitori speciali  su Instagram come Vasco Rossi , Laura Pausini, persino Simon Le Bon leader dei mitici “Duran Duran” e moltissimi altri. In Italia la musica è cambiata forse è il messaggio più forte di questa vittoria… speriamo se ne accorgano tutti!!!

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Tiziana Buccico

Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società, come “moscone” per i quotidiani “La Città” e "il Corriere del Mezzogiorno”. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali (Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio), organizzando eventi e campagne elettorali. Pezzi di vita vissuti tra Gottingen, Vienna e Parigi, viaggi avventurosi e curiosi. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia ma occupandosi a tempo pieno della Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran, come Vice Presidente . Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta e si è anche trasformata in una rubrica Treccani dal titolo “Via della Seta”. Rientrata in Italia si occupa di social, politica, giornalismo ed eventi culturali mantenendo così un filo diretto con quella parte del mondo che le ha cambiato la vita. Social media manager dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive.

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