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Per tornare alla normalità ignorare le “Teste di Trump”

A questo punto per risolvere il problema Covid e tornare ad una vita il piú normale possibile nel piú breve tempo possibile bisogna cambiare strategia. I medici a livello mondiale sono oramai sufficientemente preparati, e se il presidente Usa Donald Trump si é apparentemente curato (ma non sappiamo ancora se guarito) in cinque giorni, vuol dire che ci sono adeguati medicinali per far fronte al Covid. Tutti abbiamo anche notato che la Cina non si é mai scusata per la pandemia che ha causato, evidentemente anche loro pensano che il problema sia ora gestibile se affrontato con diligenza.

Il problema oggi non sono piú le cosiddette “Teste di Trump”, cioé gli incoscienti, gli irresponsabili ed i negazionisti. Il nuovo bersaglio deve spostarsi verso il sistema di prevenzione, di sicurezza, di organizzazione e principalmente all’applicazione delle regole tramite incentivi, penalizzazioni, sanzioni e multe.

Attualmente la gente ha timore nel viaggiare, di recarsi nei bar e ristoranti, di andare al lavoro, di andare al cinema, di mandare i figli a scuola e addirittura di farsi ricoverare in ospedale. E la colpa di tutto ció non dovrebbe essere piú attribuito ad un potenziale 20% di “Teste di Trump”, ma al sistema che deve far rispettare le regole di prevenzione.

Non sappiamo se le persone piú responsabili mettano sempre in pratica le piccole e semplici tre regole di bassissima tecnologia: lavarsi le mani, distanziamento sociale e l’uso delle mascherine, pertanto la nuova strategia per la prevenzione deve coinvolgere principamente i gestori e gli operatori dei servizi aperti al pubblico.

Chi viaggia nota spesso che le linee aeree e gli aereoporti non costringono i viaggiatori a far rispettare i protocolli di sicurezza, come pure le ferrovie e i mezzi pubblici in genere.

Alcuni esercenti di bar, ristoranti e negozi permettono ai clienti di entrare senza mascherina e le forze dell’ordine tollerano che la gente si riunisca per strada senza indossarle. 

Solo quest’ultimo obbligo dovrebbe essere di esclusiva responsabilitá dei singoli “Teste di Trump” e dovrebbe esser fatto rispettare dalle forze dell’ordine con multe, ma per l’osservanza dei protocolli di sicurezza, la responsabilitá deve ricadere su chi gestisce gli esercizi, i trasporti, gli uffici pubblici, con sanzioni sia penali che amministrative (come, ad esempio, perdere la licenza) se non si fanno rispettare le regole. Quando il costo della penale da pagare diventa piú alto di quello ottenuto dalla vendita del sevizio, la pandemia verrá limitata, senza che nel frattempo la popolazione sia sottratta da una vita il piú normale possibile.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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