Diario Scomodo

Persino i no vax – adesso che si cacano sotto dalla paura – vorrebbero vaccinarsi

Caratteristica del nostro bel paese è la ricerca del colpevole anche se il più delle volte la responsabilità è collettiva. In linea di principio è del governo. Ma va bene anche un innocente purché si possa crocifiggere. Nel caso del Coronavirus la colpa è degli avversari, sebbene le decisioni siano suggerite dagli scienziati non dalla politica. Una volta eravamo noi a bloccare le frontiere. Oggi sono altri a chiudercele in faccia. Un treno italiano è bloccato al confine con l’Austria. Respinto un gruppo di turisti alle Mauritius. Insomma fanno come noi con i migranti che, però, non sono infetti.

Se si concluderà l’acquisto di UBI da parte di Intesa San Paolo ci saranno migliaia di esuberi

È l’effetto malefico dell’informatica, un familiare più complesso del cellulare di cui ormai nessuno può fare a meno. Man mano che si perfeziona, si sostituisce a impiegati e operai. Così molti di noi perdono il lavoro. Cominciano gli scioperi e si aggravano le situazioni. Prima o poi si arriva alla cassa integrazione, pesante per lo stato. Come nel caso di Alitalia e Air Italy, che cerchiamo di vendere, non essendo in grado di gestirle, e che nessuno vuole acquistare. Non abbiamo ancora scoperto la riconversione del personale, con cui in altri paesi si risolvono i problemi dell’occupazione.

Ci vantiamo di essere il terzo paese più contagiato del mondo, ma forse è una millanteria

Grazie al Coronavirus abbiamo stabilito con certezza scientifica che l’Italia esiste. È quella che viaggia e produce, attira il contagio e lo porta a casa dove ora c’è un focolaio d’infezione. Il sud ne è immune. E crede stoltamente che sia un vantaggio. Nessuno si ammala. Non muore neppure un anziano decrepito. Intanto da qualche parte Merkel, Macron e Putin incontrano Erdogan per risolvere il problema della Libia. Meno male che non ci hanno invitati. Così possiamo organizzarci per vendere mascherine al mercato nero a prezzi esorbitanti. Tanto, poi, daremo la colpa all’Europa.

La mutazione genetica degli italiani nell’epoca del castigo d’Iddio

Perché tanto allarmismo per un‘epidemia che colpisce solo anziani già ammalati e per di più poveri? Se uccidesse chi ha  pensioni d’oro, almeno l’Inps ne avrebbe un vantaggio. Ma i ricchi non sono così stupidi da morire. Grazie al virus, che si sta diffondendo nel mondo, la natura provvede a eliminare esseri di cui si può fare a meno. A Milano chiudono le scuole ma riaprono i bar. Si può stare una settimana senza studio ma non senza l’aperitivo. La nostra è una genia particolarmente avida di soldi, dove i problemi si prestano a speculazioni e polemiche, non alla ricerca della soluzione.

Corre voce che il Virus l’abbia portato nelle tre regioni del nord Marco Polo di ritorno dalla Cina

Ciò che rimproveriamo ai cinesi è la crudeltà. Loro i topi li mangiano vivi, che sono pure indigesti. Per di più togliendo, per così dire, il pane di bocca ai poveri gatti, che fanno la fame. Noi invece amiamo le povere bestiole. Per non vederle soffrire – a Vicenza, ma anche nel resto del Veneto – le cuciniamo come si usa in tutti i paesi civili. L’ambasciata nega. Ma li hanno visti con i loro occhi persone importanti. La stupidità non ci fa impressione perché ci siamo abituati, la cattiveria sì. Sono quelle bestie a portare il virus. Infatti, l’epidemia è scoppiata da quelle parti, dove c’è da 500 anni.

Se la Giustizia usa due pesi e due misure, la democrazia è in bilico

Tanti delinquenti, più pericolosi di Cecchi Gori, che ha 77 anni e di salute molto cagionevole, trascorrono la condanna confortevolmente nel proprio lussuoso domicilio. Lui, invece, è piantonato in ospedale e pare sia destinato al carcere, dove, senza la saggia attenzione che gli è prescritta assieme alle cure, rischia di morire, come gli è capitato altre volte. È vero che la magistratura è indipendente. Ma la legge come la procedura  dovrebbe avere una sola regola. Siccome il governo non c’entra – sarebbe scoppiato il finimondo – nessuno interviene, neppure il CSM, come se fosse normale.

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Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), "Viaggio nella vita" (Armando 2017), attualmente in libreria.

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