Diario Scomodo

Sprechiamo il cibo come se vivessimo nell’opulenza e continuiamo a lamentarci

Durante la guerra, quando l’alimentazione era razionata e si poteva consumare solo la quantità quotidiana consentita, non si sprecava niente. I genitori dimagrivano perché si privavano del cibo per darlo ai figli che dovevamo crescere. Neppure quando, poi, arrivò il benessere si lasciava un pezzetto di pane, pensando a chi non ne aveva. Oggi, invece, da incoscienti, se ne butta tanto. Ognuno di noi mediamente ne spreca 4 € la settimana. Finiscono nella spazzatura 12 miliardi l’anno. Un punto di PIL, il costo del reddito di cittadinanza. Siamo irresponsabili e pretendiamo sempre di più.

mercato del cibo

Ecco come incrementare l’economia e diffondere ricchezza

La ricetta è americana. La politica non c’entra. Da noi per aumentare i profitti si licenzia il personale, creando povertà e, di conseguenza, riducendo i consumi. Oppure chiudendo l’azienda è trasferendola in paesi in cui la manodopera costa di meno. Negli Stati Uniti, invece, un gruppo di imprenditori ha stipulato un accordo privato, che trova sempre più adesioni. Non si mette nessuno sul lastrico. In periodi di crisi si riducono gli stipendi dei dirigenti e quando gli affari vanno bene si aumenta il salario dei dipendenti. È l’uovo di Colombo, ma noi, avidi, vogliamo mangiarlo da soli.

Se violenti e malvagi capissero com’è più facile vivere onestamente

Mario Puzo, profondo conoscitore e studioso di mafie e criminalità, mi diceva di quanto intelligente deve essere chi delinque. Le persone perbene, seppure mediocri, godendo di assistenza dello stato, riescono, in un modo o nell’altro, a sopravvivere. Imbroglioni, truffatori e malviventi invece debbono avere una mente superiore. Non si rendono conto che, comportandosi bene, potrebbero essere loro a guidare la società, anziché doversi nascondere e scappare. È colpa dei pregiudizi, della miseria, dell’istinto, dell’ignoranza, ma soprattutto della scuola che oggi non insegna più a vivere.

Il pontefice chiuso per 25’ in ascensore: incidente domestico o prove di attentato?

Arriva tardi all’Angelus e si scusa con i fedeli preoccupati. I vigili del fuoco dicono un calo di corrente. Il Papa, però,  non è sereno. Può essere un segnale di pericolo. Da oggi, a 82 anni, è più prudente fare le scale a piedi. Stare solo in una cabina, in balia di chiunque, è rischioso. Ha riformato la banca vaticana che ora non può più riciclare soldi sporchi, fatto pulizia nella curia, smascherato tanti pedofili anche tra i cardinali. Non si era mai visto un riformatore come lui in Vaticano. Molti cattolici lo invitano a dimettersi. Chissà se c’è pure chi sollecita lo Spirito Santo a richiamarlo in Cielo. 

Molti capiscono solo la frase principale, hanno difficoltà con la subordinata

“Cinque anni di noi” è il pensiero profondo che la Balivo scrive al marito per il compleanno. Chissà se oggi la Ferragni si occuperà del figlio o dei follower. Ma Belem è ancora innamorata di Stefano? A ‘Amici’ scoppia una lite tra concorrenti che la De Filippi riesce a sedare. La regina d’Inghilterra, 93 anni suonati, ce l’ha con Megan e Harry che non rispettano il protocollo. Con  tutto quello che succede nel mondo i quotidiani registrano tali banalità. Sperano, così, di adescare ignoranti, che, però, prediligono il computer. E si lamentano, poi, che gli italiani non leggano e la tiratura diminuisca.

Il più delle volte le storie drammatiche cominciano il giorno in cui si litiga tra fratelli

Ho sofferto per l’arresto di Franchino Zampaglione, già Tiromancino, che conosco da quand’era ragazzo. Ha tentato di procurarsi denaro in modo sprovveduto, come tutte le persone perbene che un bel giorno decidono, chissà perché, a 50 anni, forse sconfortate o disperate, di delinquere per la prima volta. Entrato goffamente in banca armato di pistola giocattolo, lo stesso cassiere lo ha subito immobilizzato. Se finisce in carcere un musicista mite, mentre tanti criminali circolano liberamente, non è una vittoria della giustizia ma la sconfitta di una società priva di equilibrio e amore.

Non vuole una Brexit no deal, ma neppure tradire il fratello, e si dimette da deputato

Che esempio di civiltà, amore, senso civico e rispetto per gli elettori questi inglesi! Dio li stramaledica, come incitava la buonanima di cui oggi non si trova neppure una brutta copia, ma, per carità, risparmi Joseph Johnson, fratello dl Boris e ministro. Il Premier vuole uscire dall’Europa in malo modo. Lui, no. Scegliere tra gli interessi del Paese e l’affetto per il familiare non è facile. Non sapendo per chi votare, con gesto esemplare, lascia governo e parlamento. Provate voi – io non ci riesco – a immaginare la stessa sensibilità nei nostri uomini politici col loro codazzo di famelici simpatizzanti.

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Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), "Viaggio nella vita" (Armando 2017), attualmente in libreria.

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