Le famiglie italiane tengono fermi sui propri conti bancari e postali 1.230 miliardi di euro, oltre il 30% dell’intero ammontare della ricchezza finanziaria delle famiglie. Questa ricchezza, alla fine dell’anno scorso, arrivava a quota 4.217 miliardi di euro [Riccio, Sta]
Secondo il Rapporto annuale della Banca d’Italia appena presentato, «le tensioni sui mercati emerse nella seconda parte del 2018 si sono associate a una riduzione degli investimenti netti in attività finanziarie di circa il 20 per cento (37 miliardi di euro) e a un atteggiamento prudente da parte delle famiglie» [ibid].
«Degli interessi praticamente nulli che oggi fruttano i conti bancari gli italiani sembrano preoccuparsi poco. È una curiosa differenza rispetto alla Germania, dove ogni giorno si mandano accidenti alla Bce perché con i tassi bassi “espropria i risparmiatori”. In realtà, studi della Bce mostrano che le famiglie italiane sono più danneggiate dai bassi tassi di interesse rispetto a quelle tedesche; soprattutto perché hanno depositi molto superiori ai loro debiti (mutui casa o crediti al consumo). Tuttavia, è facile per loro accorgersi che Mario Draghi ha anche regalato rate di mutuo più basse a tutti gli indebitati con tasso variabile. In Germania meno famiglie hanno la casa e la maggior parte dei mutui è a interesse fisso. Ma soprattutto è la potentissima lobby bancario-assicurativa, che dai tassi bassi ci perde, a soffiare sul fuoco del malcontento. Quasi mai si rileva che invece come contribuenti i tedeschi ci guadagnano, perché il loro Stato si indebita a tassi sotto lo zero» [Lepri, Sta].
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