Serena Williams s’allena con i maschi, gente molto forte tipo Tomic (n. 88 al mondo), Tiafoe (n. 39), Dimitrov (n. 21) e addirittura Stefanos Tsitsipas (n. 15), il killer di Roger Federer negli ottavi.
I palleggiatori a pagamento tirano d’istinto dalla parte preferita dal cliente, ma nel caso dei professionisti di Serena c’è l’invito dell’allenatore Mouratoglou a fare sul serio: «Tirate dove volete, colpite come desiderate, questo è anche il vostro allenamento».
I campioni maschi hanno accusato la pesantezza sorprendente della palla di Serena. Serena, 37 anni e quattro mesi, una gravidanza appena l’anno scorso, ha riconquistato la forma, agli Australian Open ha battuto Simona Halep («Ho avuto l’impressione di essere stata travolta da un treno in corsa») e oggi affronta Karolina Pliskova, numero 7 del ranking. Qualcuno la dà favorita per la vittoria finale. Si tratterebbe, nel caso, del ventiquattresimo Slam, record eguagliato dell’antenata Margaret Court [Piccardi, CdS.].
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