Trump
«New York Le grandi reti sociali Usa, da Facebook a Twitter, fin qui cresciute senza vincoli regolamentari, saranno sottoposte alla sorveglianza di due agenzie federali, la Fcc (la commissione che sovraintende alle comunicazioni) e la Ftc (competente per pratiche commerciali scorrette o fuorvianti), che vengono sollecitate ad allargare il loro raggio d’azione.
Da due anni Donald Trump minaccia interventi amministrativi contro le società della Silicon Valley che fin qui hanno goduto di una libertà assoluta. Prima erano protette dall’immensa popolarità che le rendeva intoccabili. Poi, quando l’umore degli utenti è cambiato, un Congresso diviso ha discusso e “processato” per anni i leader di big tech ma non ha saputo impostare una legge praticabile. E allora, furioso perché Twitter ha deciso per la prima volta di sottoporre un post presidenziale a fact checking, Trump è partito all’attacco usando i suoi poteri presidenziali per modificare il sistema attuale, basato sul Communications Decency Act, una legge del 1996. L’altra sera, in volo sull’Air Force One, ha annunciato ai giornalisti la firma di un ordine esecutivo sui social media.
E ieri dopo una giornata tesa, con molti tentativi di far rientrare il provvedimento, il presidente ha firmato un atto amministrativo che per la prima volta pone limiti ai giganti digitali, mentre il ministro della Giustizia, Barr, ha annunciato iniziative anche in sede giudiziaria e legislativa con la presentazione di una proposta al Congresso» [Gaggi, CdS].
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