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Caro Babbo Natale,

non ti stupire se questa letterina ti sembrerà aprire alcune questioni tra me e te.
D’altronde io appartengo a quella fascia di tuoi “fan”, o presunti tali, che da anni danno un significato alla tua venuta su questo mondo e ti mantengono vivo nel ricordo e nei desideri più vari. Da quelli più giustificati, comprensibili e condivisibili dei bambini e dei ragazzi, a quelli di chi, dietro la tua immagine, trova una buona ragione per togliersi qualche desiderio extra.

Per te, un sentimento di riconoscenza per tutti gli anni felici che ricordo in tua attesa, qualche delusione ma si sa che a volte anche la tua generosità è caduta vittima di scarse risorse economiche, di fanciullesca illusione che, oltre a Gesù Bambino, ai genitori, alle insegnanti, agli amici, anche Babbo Natale ci voleva bene e lo dimostrava portandoci i regali tanto attesi.
Io, come tantissime altre donne, abbiamo consentito a te di svolgere questo ruolo di uomo buono, la cui veneranda età era una garanzia di saggezza, una rassicurazione nel passaggio del tempo, mai suggestionato dai cambiamenti modaioli, costante nel modo e nel look.
Abbiamo mantenuto il tuo lavoro, lo abbiamo implementato e sostenuto.
Ti confesso che tutte quelle letterine, che ti sono arrivate nel corso del tempo, più  meno lunghe, con calligrafie incerte, con disegnini di auspicio (non ancora esistevano gli emoticon), testimonianze di affetto e speranza perché i desideri fossero realizzati,  dietro quelle letterine per l’appunto c’ero io e c’erano tante altre donne, madri, nonne, mogli.
Che hanno compilato, aiutato a compilare, mediando le richieste tra sogno e realtà, regolandosi con l’economia di mercato che ben conosci. Sostenendo il tuo ruolo anche presso i miscredenti. Abbiamo reso più leggero il tuo lavoro, rinunciando noi stesse a scrivere una personale lista di desiderata.

Ti ricordo che tanti altri doni, per lo più di utilità familiare o personale, li abbiamo portati, a tuo nome, noi stesse con tanti sacrifici e rinunce personali.
In questo modo siamo riuscite a far si che tu, Babbo, potessi allietare i bambini ma anche  un marito, un parente, un malato. Non ci siamo sostituite a te, caro Vecchio, solo ti abbiamo aiutato, come siamo abituate a fare da sempre, anche accettando di essere vecchie befane alla bisogna.

Non sparire Babbo Natale!
Anche se il mondo ti sembra impazzito, incattivito, cambiato, rappresenti ancora un legame con il passato e le tradizioni. Non una vita è stata  vissuta senza un ricordo di te. 
Anche se quest’anno abbiamo avuto dubbi nello scriverti e abbiamo allertato i bambini sulla possibilità che anche tu fossi malato, che potevi non essere puntuale e presente in tutte le case visto che in molti saremmo stati separati, tutti ti aspettiamo.
Non sparire! Anche se non riusciremo ad accoglierti e festeggiarti come meriteresti.
Faremo in modo di darti il benvenuto anche nella nuova veste che ti accingi ad indossare nel futuro. I bambini di oggi stanno imparando velocemente le varianti possibili. Hanno accettato d’indossare la mascherina, le lezioni a distanza, non vedere gli amici, stare in spazi chiusi, non correre nei parchi, non fare gli sport amati. Attenti al mondo degli adulti, che ha volte li dimentica, ascoltando i loro discorsi, vigili davanti alle notizie sugli schermi, hanno dimostrato capacità di andare incontro ai cambiamenti superiore a quella degli adulti.

Caro Babbo Natale, scrivo questa letterina affidandomi a te, sapendo che di tutti noi avrai comprensione e forse proverai, malgrado tutto, a portarci in dono anche poco di quello di cui abbiamo bisogno.

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Marta Ajò

Marta Ajò, scrittrice, giornalista, si è occupata di politica nazionale e internazionale, società e cultura. Proprietaria, fondatrice e direttrice del Portale www.donneierioggiedomani.it (2005/2019). Direttrice responsabile della collana editoriale Donne Ieri Oggi e Domani-KKIEN Publisghing International. Ha vinto diversi premi. Ha scritto: "Viaggio in terza classe", Nilde Iotti, in "Le italiane", "Un tè al cimitero", "Il trasloco", "La donna nel socialismo Italiano tra cronaca e storia 1892-1978”.

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