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Chi sono le 2 donne alla guida dell’UE

Si chiama Ursula von der Leyen, è tedesca, medico, ministro della Difesa di Angela Merkel, di cui è una fedelissima avversaria e ora – se il Parlamento non le voterà contro – è il nuovo presidente della commissione europea (il posto che era di Jean-Claude Juncker). Ursula von der Leyen, 61 anni, è figlia di Ernst Albrecht, a lungo presidente del Land della Bassa Sassonia, moglie del medico e imprenditore Heiko von der Leyen e madre di sette figli – il più piccolo ha vent’anni. È stata anche ministro degli affari sociali e del Lavoro, è molto vicina alla cancelliera, ed è iscritta alla Cdu. Il suo nome è piaciuto a molti, anche ai quattro del Visegrad e all’Italia di Conte che ieri mattina aveva rivelato che si augurava di avere una donna a capo della commissione. Piaceva meno ai socialisti ma lo spagnolo Pedro Sanchez non ha detto no.

Christine Lagarde e Ursula Von Der Leyen

Le altre nomine vedono la francese Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale, alla guida della Bce in sostituzione di Mario Draghi, il premier del Belgio Charles Michel alla presidenza del consiglio europeo, che ora è di Donald Tusk. L’alto rappresentante degli Affari esteri, al posto della Mogherini, sarà lo spagnolo Josep Borrell. Per presidenza del parlamento si vota domani. In ballo ci sono il bulgaro Sergej Stanišev e l’italiano del Pd David Sassoli per i primi due anni e mezzo. Poi dovrebbe subentrare il tedesco Manfred Weber.

«Nei travagliati anni da ministro della Difesa, l’impeccabile caschetto biondo di Ursula von der Leyen ha finito per somigliare sempre di più a un elmo. Travolta da uno scandalo dopo l’altro – fucili che facevano cilecca, carrarmati ed elicotteri che si surriscaldavano o si inceppavano, consulenze esterne milionarie – “Panzeruschi” come la chiamano i suoi detrattori, ha sempre resistito con un enigmatico sorriso sulle labbra e un’incrollabile fede in sé stessa alle bordate continue dei suoi nemici. I suoi avversari si sono moltiplicati dal 2013, da quando governa la Difesa, e sono riusciti intanto a seppellire le sue aspirazioni a succedere ad Angela Merkel come cancelliera. Ma von der Leyen è l’unica ad aver sempre avuto un ministero di primo piano nei quattro governi Merkel» [Mastrobuoni, Rep]

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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