Brava gente

Di Maio, Indiana Jones e il tesoro dei pirati

Il Vice Presidente del Consiglio nonchè super Ministro Luigi Di Maio è stato categorico nel suo ordine al Ministro dell’Econonomia: “Pretendo che trovi i soldi per gli italiani”, per finanziare tutti quei provvedimenti, dal reddito di cittadinanza con relativa pensione pure di cittadinanza alla flat tax ed alla cancellazione delle Legge Fornero sulle pensioni. Il Ministro Tria è rimasto un po’ maluccio: credeva di essere un Ministro e si è ritrovato ad essere il Caporale di giornata del Generale Comandante. Ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco e, secondo alcune voci, ha interpretato l’ordine ricevuto come obbligo di partire subito alla ricerca dei tesori scomparsi nei secoli in fondo ai fiumi, nelle grotte, nei mari o nei laghi. C’è il tesoro di Alarico, quello del pirata Drake, quello dei bucanieri in fondo all’oceano e via discorrendo: con un po’ di buona volontà sono molti i forzieri di monete d’oro, di gioielli preziosi, dei diamanti della miniera dei sette nani che si possono trovare ed incamerare al Tesoro delle Stato Italiano, utilizzando eventualmente anche la lunga esperienza di Indiana Jones, previa promessa di una percentuale.

La ricerca certamente non si presenta facile ma la probabilità di un esito positivo, secondo alcuni bene informati, di ottenere dalla unione europea un’autorizzazione a superare i limiti del deficit previsti dal Ministro dell’Economia si preannuncia ancora più difficile.

Sono molti a chiedersi cosa accadrà se l’ordine di Di Maio non risulterà eseguito. E’ probabile che le pretese giallo-verdi dovranno essere notevolmente ridimensionate, con grossa disillusione di chi aveva creduto alle loro promesse elettorali, ma non è nemmeno da escludere che la maggioranza parlamentare giallo-verde approvi una legge di bilancio che ignori volutamente quei parametri. Cosa può accadere in questo caso, oltre ad una caduta precipitosa del valore dei titoli di Stato italiani sui mercati è molto difficile a prevedersi. E’ noto che il Ministro dell’Economia gode dell’appoggio del Capo dello Stato: quali sarebbero le conseguenze delle sue dimissioni? Il Presidente della Repubblica promulgherebbe leggi approvate in violazione dell’art.81 della Costituzione in base al quale occorre sempre indicare i mezzi finanziari per far fronte alla spesa prevista? Consentirà che un Ministro possa essere licenziato per disubbidienza da un altro Ministro? Staremo a vedere: le sorprese possono essere tante e qualcuna non proprio lieta…

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Mario Pacelli

Mario Pacelli è stato docente di Diritto pubblico nell'Università di Roma La Sapienza, per lunghi anni funzionario della Camera dei deputati. Ha scritto numerosi studi di storia parlamentare, tra cui Le radici di Montecitorio (1984), Bella gente (1992), Interno Montecitorio (2000), Il colle più alto (2017). Ha collaborato con il «Corriere della Sera» e «Il Messaggero».

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