Che poi, detto tra noi...

E se essere felici provoca infelicità?

Ci sono cose che non possono essere cambiate, il più delle volte sono quelle che non dipendono da noi.
Poi ci sono cose che possiamo cambiare, e lo possiamo fare con quel che abbiamo.
I sogni, la forza, il desiderio, la voglia, l’interesse tutto questo concorre a cambiare quello che non ci piace.
Maaa… si, c’è un ma purtroppo.

Alcune volte tutte queste cose belle che ho appena elencato non bastano, o meglio non ce la fanno, perché c’è qualcosa che si insinua, tra il desiderio, la voglia, la forza, i sogni e la loro realizzazione.
È silenziosa, cammina piano, ma ha radici profonde.
È una specie di nebbiolina, immaginate quando siete pieni di gioia quando avete davanti agli occhi quel sogno sognato da tempo, è pronto li per essere realizzato, immaginate proprio l’interno della vostra testa e lì dentro il disegno del vostro sogno…. d’improvviso i colori vividi, accesi si coprono di quella nebbiolina che scende e placa tutti gli entusiasmi, insinua dubbi e forse quello che pensavamo potesse essere la cosa più bella improvvisamente non lo sembra più… ecco quella lì, quella cosa li è la paura di far soffrire.

È il timore che la tua scelta felice possa provocare infelicità a qualcun altro.
È una dura battaglia che non tutti riescono a vincere e non si tratta di essere coraggiosi o meno, egoisti o generosi, no, non è questo, è che siamo sempre stati abituati a pensare che tanto noi ce la facciamo, in qualche modo rinasceremo per l’ennesima volta, troveremo qualcosa, un’alternativa che ci faccia un pochino felici, rinunciando al sogno per rendere felice qualcun altro… noi possiamo aspettare ancora un po’, far scivolare tra le dita quanto avevamo raccolto e pazienza, NON FA NIENTE!

Ecco, io non sono più così.
Può non piacere questa parte di me, posso sembrare egoista o peggio egocentrica, mi dispiace veramente non voglio esserlo ma se per avere ciò che desidero devo passare anche per questo mi sta bene, non mi interessa.
Io so chi c’era con me nella disperazione, nella paura, nell’incertezza… C’ero Io.

E quando mi dicono: “Si ok ma le tue figlie?”
Voglio che le mie figlie vedano che la vita va assaporata, ma anche presa a morsi! Che hanno tutto il tempo che vogliono, ma che non devono sprecarne neanche un po’.
Che a volte è più facile farsi trascinare, che puntare i piedi per qualcosa che non ci sta bene, che essere quello che gli altri si aspettano fa essere belli solo all’esterno, che ne sanno dei mostri con cui combatti… che il quieto vivere è per i pigri, o da adottare con gli imbecilli, per il resto, per le mie idee, per la mia passione, per il mio sogno sognato io mi impunto, io ci provo, a costo di non piacere più di “non essere AMATA più”.

Vi voglio dire un’ultima cosa, non compiacete per essere amati, sa di falso… sa di poco.

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