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Flavia Fanara: la sottile linea di confine tra il visibile ed il celato

Quest’oggi siamo in compagnia della giovane e talentuosa artista romana Flavia Fanara, classe 1991, docente di arti visive con all’attivo un interessante percorso artistico.

Flavia Fanara

Sperimentazione ed approfondimenti all’estero le consentono ad oggi di aver maturato un linguaggio personale, incentrato su di un’analisi minuziosa del volto umano, precipuamente femminile.

Flavia Fanara testimonia, attraverso l’utilizzo di più tecniche, un dialogo che si manifesta nel qui ed ora, nel tempo di una narrazione presente, in continua esplorazione del dentro e fuori, dell’essere presenti a sé stessi e dello smarrimento contestuale, dell’invisibile e del manifesto. Donne che suggeriscono concettualmente una linea di confine, una disamina di un perenne colloquio parte di un processo di ricerca identitaria.

La scelta delle tecniche ed il conseguente affinamento nell’utilizzo palesano uno studio ed un  approfondimento di un linguaggio artistico che traduce un messaggio ben preciso, accompagnando nel digradare tonale di una sfumatura a carboncino, piuttosto che nell’incisività di un passaggio ad inchiostro la linea di separazione tra ciò che è dato vedere e ciò che possiamo immaginare. Non di rado gli occhi del soggetto sono socchiusi oppure non manifesti come se di lì a poco il disegno possa riprendere forma e contenuto, in realtà guardando dentro se stessi l’opera volge al suo compimento.

L’opera che scelgo s’intitola “Fade into you”, lavoro che consente un’indagine sul concetto della continuazione e dissolvenza di sé stessi nell’altro. In questo caso ci troviamo di fronte ad un busto femminile, il capo reclinato e adagiato nella mano, suggerisce un momento di raccoglimento e riflessione. La bicromia sottolinea una sottile separazione tra il capo ed il corpo, in cui il processo emozionale si sintetizza negli occhi socchiusi, in una parte del volto dove il tratto grafico risulta maggiormente incisivo.

Fade into you

La tecnica è mista: carboncino, penna bic, acquerello e pastello su carta, dimensione 70 x 50  cm.

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Rossella Savarese

Da sempre appassionata di arti visive, cinema e teatro, si diploma presso l'Istituto Statale d'Arte di Sorrento “Francesco Grandi”, proseguendo il percorso di studi all'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove nel 2004 consegue la laurea in Conservazione dei Beni Culturali, incentrandosi sul settore contemporaneo. Discute una tesi sull'importanza dell'attività di Peggy Guggenheim quale ponte di collegamento tra l'arte dei paesi europei e quelli extraeuropei. Si susseguono esperienze nel settore dell'arte contemporanea, ricopre ruoli manageriali presso gallerie di arte contemporanea di respiro internazionale, quali la Miart Gallery con sede in Via Brera a Milano, occupandosi altresì delle relazioni estere e della curatela di mostre. Partecipa a diversi eventi fieristici dedicati, tra i quali Miart a Milano e Kunstart a Bolzano. Nel 2011 partecipa alla rassegna “Valore Donna”, alla Pinacoteca di Positano (Sa), con un intervento “Come leggere un'opera d'arte”. Nel 2012 è autrice del catalogo “Antonio Di Viccaro - Paesaggi italiani”, edito da Iemme Edizioni, in coedizione con Mondo Arte, magazine per il quale cura più interventi. Nel 2014 partecipa come relatrice alla conferenza in lingua inglese “La transavanguardia italiana”, tenutasi a Bruxelles e dove, con il patrocinio dell'Istituto di Cultura Italiana, organizza una collettiva di artisti italiani. Socio fondatore dell'Associazione Culturale Syart, nel 2018 è curatrice del "SyArt Sorrento Festival” evento che si svolge, a cadenza annuale, nella prestigiosa Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento. Nello stesso anno inaugura la SyArt Gallery dedicata all'arte contemporanea e situata a pochi passi dalla dimora storica di Torquato Tasso, nel cuore di Sorrento. La sua attività di art curator prosegue in Italia ed all'estero.

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