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Giovedì 22 marzo 2018

Clamoroso
Summer Rayne Oakes, 33 anni, fondatrice di Homestead Brooklin, ha trasferito nel suo appartamento di Williamsburg (New York) 700 piante di 400 specie diverse, motivando la scelta della foresta indoor col bisogno di «dare calore e riportare un po’ di vita all’interno di uno spazio che aveva perso ogni linfa. Adesso le piante mi danno tantissima energia» [Bergamin, Sta]

I giapponesi vecchi si fanno arrestare per non restare soli
I giapponesi vecchi si fanno arrestare per non restare soli. Basta insistere in certi piccoli reati – qualche furtarello in un negozio, per esempio – e ci si può sistemare anche per due anni, due anni e mezzo. I giapponesi vecchi (più di 65 anni) sono circa 30 milioni. Di questi, sei milioni sono completamente soli. Nel 1980 i completamente soli erano un milione, e potevano occuparsene le famiglie. Ma adesso? È gente che non ha nessuno con cui parlare, se c’è qualche parente non si fa mai vivo, i vecchi arrivano con difficoltà a fine mese. «Una ricerca compiuta dalla Keisatsu di Tokyo, la polizia della capitale, nei mesi di giugno e luglio dello scorso anno, appurò che il 24% degli anziani fermati con l’accusa di taccheggio ha citato la solitudine come motivo che li ha spinti a rubare». I carcerati vecchi e soli sono 36 mila, il triplo di quelli che vivevano in cella nel 1998. Un’intera ala della prigione di Onomichi è stata trasformata in reparto geriatrico. Il governo ha investito cento milioni di dollari per dotare Onomichi e altre tre prigioni «di corrimano nei corridoi per aiutare i prigionieri a raggiungere le docce. È stato predisposto un mobile dove i pannoloni per adulti sono impilati ordinatamente, in pieno stile razionalista nipponico. Le guardie sono preparate a fornire assistenza “non tradizionale” ai detenuti, come la gestione dell’incontinenza: lo racconta Satomi Kezuka, ufficiale veterano della prigione femminile di Tochigi, a nord di Tokyo: “Si vergognano e nascondono l’intimo. Io gli dico di portarmelo per farmelo lavare». Dice il ricercatore Taisei Sakuhara: «Alcuni commettono reati più gravi, come l’incendio doloso, per ottenere una condanna più lunga» [Malfetano, Mess].

Duse
Eleonora Duse, che un giorno pretese «un mantello color del lago di Pallanza alle 4 del pomeriggio». Il costumista si portò effettivamente sul lago di Pallanza e manipolò fino a raggiungere il punto d’azzuro richiesto [Lucrezia Dell’Arti Il Novecento è donna Clichy].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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