Il rischio dei non-vaccinati di morire per Covid é serio

Il gioco della roulette russa con sei proiettili nel tamburo a sette colpi é ora diffuso tra le persone contrarie al vaccino anti-Covid ed i risultati sono chiaramente visibili anche con testimonianze (facilmente verificabili) di pazienti che poco prima del decesso si dicono pentiti di non essersi vaccinati. 

L’Universitá statale della California a East Bay riporta che il 99% delle persone con gravi sintomi di Covid non sono vaccinate. In particolare lo stato dell’Alabama ha stabilito che degli 11.600 ultimi decessi, 11,581 non erano vaccinati.

Naturalmente la disinformazione da parte degli estremisti no-vax si sta facendo sempre piú forte, anche se oggi é arrivata al punto da includere complotti da parte di governi, finanza, case farmaceutiche, ed anche alieni.

Una delle teorie complottiste piú estremiste, e che purtroppo tende ad attrarre chi si “informa” (o disinforma) solo sui social media, é quella di non fare il tampone perché dei microchip verrebbero impiantati nelle narici.

Due fatti sono chiari anche ai no-vax: negli Usa, gli stati con il piú alto numero di vaccinati registrano il minor numero di infezioni e decessi. L’ospedalizzazione e i decessi negli stati con pochi vaccinati, come Florida, Louisiana, Texas, Nevada e Montana, sono in allarmante aumento.

I complottisti no-vax ora vanno anche contro il governatore dello stato della Florida, il populista conservatore Ron DeSantis (di origini abruzzesi), che, per rallentare l’alto numero di ricoveri causati dal Covid nel suo stato, spinge per la vaccinazione; lo accusano infatti di prendere “mazzette”, senza dire da chi. In Florida risiede il 6,5% della popolazione americana, e oggi registra il 19,1% dei casi nella nazione, con 24.000 infettati nella settimana del 7 agosto, di cui 2.700 finiti in terapia intensiva e 199 decessi (e una percentuale di vaccinati del 49,3%). In confronto con lo stato di New York, che con il 58% di vaccinati (81% degli ultra-65) ha registrato 9 morti durante la stessa settimana e 3.000 infettati. In termini di popolazione la Florida ha 22 milioni di abitanti e New York 19,3 milioni.

Rimane ancora da stabilire le responsabilitá penale e civile di politici e professionisti della sanitá che istigano a non vaccinarsi, causando decessi evitabili.

Nella foto pubblicata dal “Kansas City Star”, prima di soccombere al Covid, un 40enne del Missouri accanito no-vax ha confessato all’infermiera di essersi pentito per non essersi vaccinato

Sfortunatamente la disinformazione viene alimentata anche dai media tradizionali, che riportano commenti contraddittori da parte di immunologi e virologi in cerca di notorietà, oppure informazioni non vere, come quella sul governatore DeSantis che firma un decreto che vieta l’introduzione dell’obbligo del vaccino, mentre invece il suo decreto vieta l’introduzione del “green pass” o passaporto vaccinale, decisione discutibile ma non tanto grave quanto l’imposizione del no-vax.

Un altro problema é la confusione che causa a volte la CDC (agenzia federale per il controllo delle malattie) nelle sue comunicazioni, ed infine il fatto che la FDA (agenzia federale del farmaco) non ha ancora approvato alcun vaccino (sono tutti ancora in fase di autorizzazione per uso di emergenza, seppur a breve dovrebbe arrivare l’approvazione finale per il vaccino Pfizer e poi gli altri). Circa la direttiva della CDC, questa afferma, come noto, che: i vaccinati possono essere infettati, ma raramente richiedono il ricovero in ospedale; che i vaccinati possono infettare altri –– e quindi la necessità di indossare le mascherine al chiuso –– anche se con una piú bassa carica virale. Purtroppo il messaggio non molto chiaro della CDC che i vaccinati possono essere infettati é stato manipolato dai no-vax per validare la loro avversione al vaccino.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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