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Intervista esclusiva a Stefania Bonomi in occasione della presentazione del libro “Il pentagramma dell’anima”

Sabato 7 dicembre presso il Centro Yoga Om (Via Castellata 10/A – dalle ore 15 alle ore 18) la scrittrice Stefania Bonomi presenterà il suo nuovo libro “IL PENTAGRAMMA DELL’ANIMA. Il romanzo è ispirato al noto attore scrittore Giorgio Faletti, caro amico dell’autrice, mancato nel luglio 2014, tornato a trovarla nel personaggio di Leonardo Alfieri. Stefania Bonomi, nel corso della presentazione, racconterà del processo di canalizzazione avuto nel corso della stesura del romanzo, dei segnali ricevuti, del suo incontro con l’aldilà.

Alfieri muore ma la fine si rivela in realtà l’inizio di un’ascesa spirituale tutta in salita, da conquistare attraverso il riesame di una vita terrena vissuta tra frustrazioni, dolori, amore e un sogno mai realizzato: la musica. Proprio la musica sarà la chiave di svolta per la missione che Leonardo Alfieri, scrittore-attore, colto da una fine improvvisa e inaspettata, dovrà portare a compimento fra cielo e terra. La spiritualità che si cela dietro questo pentagramma di emozioni, ce la racconta Stefania Bonomi nell’intervista che segue.

Ci racconta da cosa è nata l’esigenza di scrivere il “Pentagramma dell’anima”?

Il “pentagramma” è una magica storia. Quando ho iniziato a scriverla non avevo un progetto, ma sono partita da un concetto. L’idea era scrivere una storia in cui due persone lontane e sconosciute si incontrassero, in un mondo parallelo e ultraterreno governato da una sorta di figura divina. Tutte le vicende dei personaggi sono guidate dall’amore, dall’energia e dalle emozioni, e la musica sarà il canale attraverso il quale riusciranno stimolare le loro emozioni e quindi a portare a compimento quanto desiderato. La musica è la liaison tra visibile e invisibile, perché ascoltando musica si sviluppa un canale meditativo che genera incredibili emozioni.

Il Pentagramma dell’anima, nuovo libro di Stefania Bonomi.

I personaggi del suo libro sono di fantasia o sono persone che fanno parte della sua vita reale?

In realtà i miei personaggi sono tutti frutto della mia fantasia tranne uno, tranne Leonardo Alfieri, che inizialmente credevo fosse una creatura della mia fantasia, poi nelle varie fasi della scrittura mi sono resa conto che il personaggio mi raccontava la storia di un mio caro amico che oggi non c’è più: Giorgio Faletti. Quando mi sono resa conto che Giorgio era “intervenuto” nella mia storia mi sono lasciata completamente andare nella scrittura, solo in un secondo tempo ho avuto la conferma di aver subito un processo di canalizzazione.

Come è “intervenuto” Faletti nella sua storia?

Si è manifestato nella scrittura, mentre scrivevo lui entrava nella mia creatività e mi dava delle informazioni sul mondo in cui lui si trovava in quel momento. Io stessa, mentre scrivevo, mi stupivo del fatto di avere una conoscenza chiara di un mondo a me totalmente nuovo. Questa esperienza mi ha poi stimolata ad avvicinarmi allo studio di testi sulla spiritualità. Secondo me lui ha voluto mandare un messaggio di speranza a tutti noi, raccontandoci che dopo questa vita terrena c’è di più.

Il libro è spirituale o religioso? E’ cambiata la sua visione di spiritualità?

Il libro parla di spiritualità, io non credo in alcuna religione convenzionale, quindi ho creato un mondo spirituale e morale diverso da tutti glia altri, non il paradiso cristiano o mussulmano. In me, dopo la stesura del libro, è cambiata l’idea di fede. Credo che ognuno di noi abbia una sua fede e una sua spiritualità, ma poi veniamo indottrinati in base ai valori della famiglia in cui nasciamo. Sicuramente penso che qui dobbiamo comportarci secondo i principi della morale, in maniera generosa, onesta e corretta perché di là qualcosa c’è e si basa su quello che noi siamo qui oggi.

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Veronica Ruggiero

Giornalista, collaboratrice presso il Gruppo Corriere.

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