L’Accademia della Crusca boccia l’uso del termine inglese “revenge porn”, invitando ad evitare «forestierismi opachi». Meglio utilizzare la parola “pornovendetta”. I linguisti dell’Accademia hanno esaminato dal punto di vista lessicale il disegno di legge approvato dalla Camera all’unanimità, quello che introduce il reato di «diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti». Al termine dello studio si sono complimentati «con il legislatore che, nella stesura della norma, ha utilizzato parole italiane, organizzate in un testo chiaro e trasparente». A parte il revenge porn.
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