unsplash.com
Di Maria Carmela Di Motta
La paura e il coraggio, due parole che viaggiano di pari passo da un po’ di tempo a questa parte oramai. Purtroppo in casa non si parla d’altro, vedo uscire ogni giorno i miei genitori per recarsi a lavoro, noto l’ansia e la paura che aleggia sul loro volto e su quello di tutti i sanitari impegnati ad affrontare questo mostro che ha tolto la libertà a tutti noi. Mi rivolgo proprio a chi è in trincea, in prima linea, a chi guarda il virus in faccia, da vicino, con coraggio ma consapevole del rischio che corre tutti i giorni. A te, nostro eroe, che instancabile lavori nel disagio di interminabili turni ,stremato, impacciato in quella divisa che ti protegge da quel mostro invisibile, va tutta la mia stima e solidarietà. Sul tuo volto intravedo la paura di incontrare il mostro e la preghiera di non portarlo a casa dai tuoi cari. Qualcuno ti definisce eroe, missionario, qualcuno ti osserva con occhi nuovi, stupiti di fronte a “marziani” che stanno sacrificando tutto A te voglio dire solo grazie, grazie non solo per quello che stai facendo oggi, ma per tutto quello che hai fatto e che continuerai a fare, senza chiedere medaglie , perché la tua è una missione, non un semplice lavoro.
Dalla rubrica Diario di una Quarantena:
Mi sono spesso chiesto se è possibile essere uomini e femministi, e la risposta rapida…
Diciamocelo subito chiaramente: un libro, da solo, non ha le braccia per smantellare un sistema…
Il focus del libro di Simone G. affronta il tema dei confini non solo in…
Al netto di una sensazione del "si, ma" che a tratti questo libro mi ha…
Avete presente quel libro sulla leadership che troneggia sulla scrivania di molti manager? Quello con…
Nell'intervista con Sebastiano Zanolli sul libro "Collaborare a ogni età", emerge una visione pragmatica della…