«Fu una pioniera, circondata dall’ammirazione: la prima donna pilota a volare in una missione di combattimento per la US Air Force. Lasciò le forze armate con il grado di colonnello. Ora è senatrice repubblicana dell’Arizona al posto di colui che fu un eroe di guerra: John Mc-Cain, scomparso lo scorso anno. Ma l’aureola di rispetto non impedì a Martha McSally di essere stuprata più volte, anche da un suo superiore gerarchico, mentre era sotto le armi. La sua rivelazione è stata uno shock: nel bel mezzo di un’audizione al Senato organizzata dalla commissione sulle forze armate, che indaga proprio sulle violenze sessuali tra i militari.
La senatrice ha deciso di rivelare tutto davanti ad altre donne venute a testimoniare sugli abusi. «Come voi, sono una militare sopravvissuta ad un’aggressione sessuale. Ma a differenza di altre coraggiose sopravvissute, io non denunciai subito la violenza. Come tante altre donne e tanti uomini, all’epoca non avevo fiducia nel sistema». La sua testimonianza è stata ripresa dai notiziari tv, dai siti e dalla stampa. McSally ha raccontato una storia fatta di auto-colpevolizzazione, vergogna e infine delusione quando la denuncia ci fu, ma non ebbe conseguenze. “All’inizio me la presi con me stessa. Ero smarrita e mi vergognavo. Credevo di essere forte e mi scoprivo impotente. Gli aggressori approfittarono della loro posizione di potere. In un caso fui molestata e stuprata da un ufficiale che era un mio superiore”» [Rampini, Rep].
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