Il Club del Libro

Libri che parlano di 25 aprile

​Il 25 aprile, i libri e quella voglia di libertà che non passa mai
​C’è una cosa che capita spesso con i libri: non serve averli già letti per sentirne il richiamo. A volte basta sfiorare la costina in libreria, leggere un sottotitolo o lasciarsi convincere da un consiglio arrivato al momento giusto.
Come per le ciliegie, appunto: ne vedi una lucida, tesa, e sai già che sarà buona ancora prima di assaggiarla.

​Domani è il 25 aprile. E siccome la libertà è un muscolo che va allenato, ho deciso di mettere in fila cinque titoli che mi sono stati caldamente consigliati. Non li ho ancora letti, lo dico subito. Sono lì, sul comodino, che mi guardano. Sono promesse di storie, di fango e di sogni. Ve li racconto come li hanno raccontati a me.

​Si parte dal classico dei classici: “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio. Mi dicono che non sia solo un libro sulla guerra, ma sulla lingua stessa, un corpo a corpo tra l’italiano e l’inglese per dire l’indicibile. La Resistenza senza sconti, senza retorica da cartolina. Il fango vero.

​Poi c’è “La Resistenza delle donne” di Benedetta Tobagi. Mi hanno convinto le foto: volti di donne che non erano solo “staffette” o “mogli di”. Erano il motore invisibile e potentissimo di un’Italia che cambiava pelle. Un libro necessario per smettere di declinare la libertà solo al maschile.

​Terzo titolo, un salto nel presente con marianna aprile e Luca Telese: “Materiali resistenti”. È appena uscito. Qui la parola d’ordine è “restanza”. Come si fa a essere partigiani oggi, nel 2026? Cercando quelle piccole, grandi storie di chi non si gira dall’altra parte. Un ponte tra la memoria del ’45 e i diritti di domani.

​Non può mancare il tocco fiabesco e crudo di Italo Calvino con “Il sentiero dei nidi di ragno”. Mi affascina l’idea di guardare la guerra con gli occhi di un bambino, Pin, che non capisce i grandi ma capisce benissimo la solitudine. È la Resistenza vista dal buco della serratura, magica e sporca.

​E infine, per chi vuole l’emozione pura, “Possa il mio sangue servire” di Aldo Cazzullo. Mi hanno detto che leggere le lettere dei condannati a morte è come fare un bagno di realtà.

Gente che a vent’anni scriveva ai genitori prima di andare davanti al plotone d’esecuzione, senza odio, ma con una dignità che oggi ci sembra quasi aliena.
​Eccoli qui. Cinque ciliegie da cogliere. Non li ho ancora letti, ma sento che sono i libri giusti per questo aprile. Perché leggere è, in fondo, l’atto di resistenza più dolce che ci sia rimasto.

​Voi ne avete già assaggiato qualcuno?

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Roberto Borgia

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo. Leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare impulso alla propria carriera. Forse è per questo che a gennaio 2022 ho aperto il gruppo LinkedIn “Il Club del Libro”. Propongo letture ed aperitivi letterari. Se siete quà sapete già che mi chiamo Roberto Borgia, del ramo povero della famiglia, quindi vi racconto qualcosa di più. Sono cresciuto in una casa piena di libri e sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli. Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura. La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente". Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni. Da qualche anno ho poi sviluppato una passione per il marketing e la comunicazione che mi hanno portato a ricoprire il ruolo di responsabile marketing in Maspero Elevatori S.p.A. Faccio parte della community di WomenX Impact, una community veramente inclusiva edinamica, mossa dagli obiettivi, che condivido, della parità di genere, dell'inclusione, del women empowerment.

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