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Parkinson in Italia: tra numeri in crescita e l’ostacolo alla ricerca scientifica

Lo sapevate che in Italia non è possibile accedere a cure sperimentali per il morbo di Parkinson, perché coinvolgono le cellule staminali, anche quelle che non possono mai diventare una vita? Io non lo sapevo fino a che ho visto un video dell’ Associazione Luca Coscioni.

In Italia, la situazione relativa alle nuove diagnosi di Parkinson e alla diffusione della malattia è delineata da numeri significativi, costantemente monitorati dalle associazioni di settore e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Ecco i dati principali aggiornati ad aprile 2026: i numeri delle diagnosi annue: si stima che ogni anno in Italia vengano diagnosticati circa 6.000 nuovi casi.

Attualmente, le persone che convivono con la malattia di Parkinson nel nostro Paese sono circa 300.000.

​I caregiver coinvolti sono circa 600.000, portando a quasi 1 milione il numero totale di persone toccate direttamente dalla patologia.
Il ​costo sociale: la malattia ha un impatto economico stimato in circa 8,5 miliardi di euro l’anno.

Le proiezioni future sono molto preoccupanti: a causa dell’invecchiamento della popolazione, si prevede che il numero di pazienti sia destinato ad aumentare drasticamente nei prossimi decenni, con stime che indicano un possibile raddoppio dei casi entro il 2050.

Tendenze e dati rilevanti
La malattia non colpisce solo la popolazione anziana, come spesso si crede: circa il 10% dei pazienti ha meno di 50 anni, e in alcuni casi la diagnosi può arrivare anche tra i 30 e i 40 anni.

Distribuzione di genere: il Parkinson colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne, con un rischio relativo che è quasi il doppio per il sesso maschile.

Quali sono i sintomi? intomatologia: contrariamente al mito comune “Parkinson = tremore”, solo il 28% dei pazienti presenta tremore in modo costante; molti manifestano invece sintomi non motori come stanchezza, disturbi dell’umore e problemi vocali.

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Roberto Borgia

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo. Leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare impulso alla propria carriera. Forse è per questo che a gennaio 2022 ho aperto il gruppo LinkedIn “Il Club del Libro”. Propongo letture ed aperitivi letterari. Se siete quà sapete già che mi chiamo Roberto Borgia, del ramo povero della famiglia, quindi vi racconto qualcosa di più. Sono cresciuto in una casa piena di libri e sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli. Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura. La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente". Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni. Da qualche anno ho poi sviluppato una passione per il marketing e la comunicazione che mi hanno portato a ricoprire il ruolo di responsabile marketing in Maspero Elevatori S.p.A. Faccio parte della community di WomenX Impact, una community veramente inclusiva edinamica, mossa dagli obiettivi, che condivido, della parità di genere, dell'inclusione, del women empowerment.

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