Idea-Azione

Per la libertà dell’informazione

Domani, domenica 12 maggio al Salone del libro di Torino alle ore 11 alla sala azzurra scrittori e giornalisti in assemblea per radio radicale.

radioradicale

Microfoni aperti: un omaggio a Radio Radicale con Annalena Benini, Edoardo Camurri, Concita De Gregorio, Loredana Lipperini, Michele Murgia, Matteo Nucci, Antonio Pascale, Evelina Santangelo, Roberto Saviano, Martino Sinibaldi, Elena Stancanelli, Giordano Tedoidi, Nadia Terranova.

Un happening per una radio che è un patrimonio culturale del nostro Paese alla presenza del Direttore Alessio Falconio e di Massimiliano Coccia, uno tra i più attivi animatori delle trasmissioni.

Continua la mobilitazione di Comuni e Regioni per Radio Radicale.

Le Regioni che sinora hanno approvato delibere per sollecitare il governo a rinnovare la convenzione con Radio Radicale sono: la Calabria, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, la Liguria, la Lombardia, la Puglia, la Sicilia, la Toscana e l’Umbria.
Si sono mobilitati anche diversi Sindaci e molti comuni, tra i quali i Capoluoghi di Provincia Genova, Imperia, Matera.

Continua lo sciopero della fame per Radio Radicale di Maurizio Bolognetti, Presidenza del Partito Radicale, giunto al 66° giorno e di Rita Bernardini, Presidenza del Partito Radicale, giunta al 24° giorno. Sono oltre 200 i cittadini che partecipano all’iniziativa nonviolenta con alcuni giorni di sciopero della fame per la vita di Radio Radicale.

Il Consiglio d’Europa ha pubblicato un Rapporto sulla libertà di espressione che individua le principali minacce alla libertà d’espressione in Europa nel 2018 e le azioni che i governi dovrebbero avviare per contrastarle in via prioritaria. Nella parte sull’indipendenza dei media si legge che: «Pressioni finanziarie, favoritismi e altre forme di manipolazione indiretta dei media e sono sempre più utilizzati da politici di ogni tipo». L’Italia è inserita come esempio: «il vice primo ministro e leader del Movimento cinque stelle ha chiesto alle aziende statali di interrompere la pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per “una riduzione dei contributi pubblici indiretti” ai media nel bilancio 2019 ».

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