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PUÒ UN LIBRO RISOLVERE IL PROBLEMA DEL GENDER PAY GAP O DEL PATRIARCATO?



Diciamocelo subito chiaramente: un libro, da solo, non ha le braccia per smantellare un sistema economico o le gambe per andare in parlamento a cambiare le leggi.

Quindi, se la domanda è “può un libro agire direttamente sulla realtà?”, la risposta tecnica è no.
Tuttavia, se guardiamo alla storia, i libri sono spesso stati la scintilla o la mappa per i cambiamenti strutturali.

Ecco come un libro può effettivamente “risolvere” pezzi del problema:
1. Fornisce il linguaggio per combattere.
Molte dinamiche del patriarcato o del gender pay gap sono invisibili finché qualcuno non dà loro un nome.

2. Cambia la percezione del “normale”.
Il patriarcato si regge sull’idea che certi ruoli siano “naturali”.
Libri come quelli di Azzurra Rinaldi o Donata Columbro possono smontare con i dati l’idea che le donne siano “meno portate” per le materie STEM o che il gap salariale sia solo frutto di “scelte personali”.

3. Crea massa critica
I libri (pensiamo a Il secondo sesso di de Beauvoir) agiscono come collante sociale.

Il libro è lo strumento di navigazione, ma la nave si muove solo se le persone decidono di remare. Il gender pay gap si risolve con un mix tra:
– leggi (trasparenza salariale obbligatoria);
– sanzioni per le aziende che discriminano;
– servizi (asili nido, congedi di paternità paritari). Su questo fronte in Italia siamo messi piuttosto male, in tutti i sensi.

Un libro non firma decreti, ma può convincere le persone che quei decreti sono necessari e urgenti. Senza la teoria, la pratica è cieca; senza la pratica, la teoria è solo carta.

Un libro da solo non può portare quel cambiamento culturale che è necessario se vogliamo affrontare e risolvere il problema del gender pay gap e del patriarcato, però può avviare un movimento inarrestabile. Finora non c’è stato il libro che ha scalfito il muro, ma prima o poi quel libro arriva. Spero di vederlo presto.

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Roberto Borgia

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo. Leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare impulso alla propria carriera. Forse è per questo che a gennaio 2022 ho aperto il gruppo LinkedIn “Il Club del Libro”. Propongo letture ed aperitivi letterari. Se siete quà sapete già che mi chiamo Roberto Borgia, del ramo povero della famiglia, quindi vi racconto qualcosa di più. Sono cresciuto in una casa piena di libri e sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli. Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura. La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente". Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni. Da qualche anno ho poi sviluppato una passione per il marketing e la comunicazione che mi hanno portato a ricoprire il ruolo di responsabile marketing in Maspero Elevatori S.p.A. Faccio parte della community di WomenX Impact, una community veramente inclusiva edinamica, mossa dagli obiettivi, che condivido, della parità di genere, dell'inclusione, del women empowerment.

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