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Quando la burocrazia uccide il cibo sano… ed il pianeta

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta del presidente dell’ACCADEMIA DELLE 5 T, Guido Stecchi.

Quando le ASL si superano in imbecillità: gli alberghi non possono, almeno in Sardegna, tenere in frigorifero i prodotti acquistati dai clienti!

La prima motivazione turistica ormai è il buon mangiare, è normale comprare tipicità, compresi formaggi o bottarga, da portarsi a casa per se stessi o come regali. Secondo le ASL vanno lasciati marcire al caldo? Così si uccidono l’agricoltura e l’artigianato alimentare.

Olio in bustine monodose

E sono le stesse ASL che impongono l’olio in bustina monodose – ai ristoranti sul mare come agli alberghi 4 stelle – in una splendida terra olivicola! Ne ho interrogati parecchi in Ogliastra e tutti hanno stragiurato che sono obbligatorie, tutti ignoravano l’esistenza delle bottiglie con tappo inviolabile per impedire il rabbocco dimostrando che le bustine sono di fatto un’imposizione illegale delle ASL.

E tutti i produttori e negozi che ho sentito stragiuravano pure che sono obbligatori gli additivi nei salumi, nelle ricotte in barattolo, persino nelle conserve… Ma perché? Ma quali leggi lo impongono? C’è, per fortuna, chi si ribella e offre roba sana (perché il cibo sano non contiene chimica e non sta sotto plastica) e rifiutano di aumentare il problema della plastica e dell’immondizia con monodosi d’ogni sorta. Ma tremano per il timore di essere “beccati”.

Ma coloro che terrorizzano gli operatori turistici e del buon cibo lo fanno perché ricevono ordini dall’alto? O sono funzionari che non hanno voglia di lavorare e scaricano le responsabilità a monte (del confezionato e imbustato sono responsabili altri, magari in Olanda o in Cina)? Non lo so, ma sono comunque canaglie, canaglie, canaglie! E soprattutto incivili perché contribuiscono a inzozzare il pianeta.

Le ASL e certe normative sanitarie irresponsabili e INUTILI sono una delle maggiori cause del degrado ambientale! E anche dei milioni di morti del terzo mondo a cui le multinazionali hanno usurpato le terre.

Guido Stecchi

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