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Quando l’arte ha il volto di una donna

“Sono una appendice insignificante”, “il mio ruolo è stato determinante” sono le parole di una delle MUSE NASCOSTE di Lauretta Colonnelli (2020 Giunti editore, Le Muse nascoste, € 29,00) un libro da leggere e conservare per poterlo consultare ogni qual volta il lettore di sesso maschile dovesse avere un rigurgito di maschilismo.

Un antico detto recita: “dietro un uomo di successo c’è sempre una grande donna” e a questo si deve essere ispirata l’autrice per dedicarsi ad una lunga e complessa ricerca da cui è nata un’opera unica e irripetibile. Il pregio di una scrittura di buona qualità che serve sia ad una narrazione letteraria che dà il sapore della scoperta a fatti realmente accaduti sia a rivelare documenti e opere che testimoniano il ruolo essenziale di queste donne “nascoste”.  

Donne di epoche diverse, di cui Lauretta Colonnelli ricostruisce le vicende, le ragioni e il ruolo della loro presenza nella vita e nelle opere degli artisti, storie di amore e di complicità da cui nascono una serie di ritratti intensi e appassionanti: “ho ricostruito le storie di queste donne, e il loro rapporto con gli artisti che le hanno raffigurate, attraverso i documenti storici, le cronache del tempo, il racconto di sé che spesso hanno lasciato nelle pagine di lettere e diari. Ho cercato di ascoltarle scrutando nei dipinti il loro sguardo, l’atteggiamento, i vestiti” ha detto Lauretta Colonnelli.

Come la pittrice Gabriele Munter, compagna di Vasilij Kandinskij, di cui l’autrice ci descrive la casa in cui vivevano, le loro abitudini quotidiane e soprattutto il valore artistico della produzione creativa della Munter. Ma all’epoca in cui hanno vissuto della bellezza delle opere di Gabriele non si interessava nessuno per la semplice ragione di essere considerata “una appendice insignificante” del vero artista Vasilij a cui non dette soltanto il suo amore ma ebbe anche un “ruolo determinante” nel tracciare la strada che Kandiskij intraprese fondando con lei e Franz Marc il movimento del Blaue Relter.

Ma al di là delle parole stanno le opere di Gabriele Munter riprodotte nelle pagine del libro. C’è l’affascinante Alma Mahler, vedova del famoso musicista, che sedusse e poi piantò Oskar Kokoscha per sposarsi con l’architetto Walter Gropius: una donna “moderna” certamente consapevole del suo fascino e della sua intelligenza, libera e forse spregiudicata. Non certo un sopramobile!

Oppure Simonetta Cattaneo, amante di Giuliano de’ Medici e musa di Botticelli, il cui volto perfetto finì replicato nelle sembianze di Venere e diventare il simbolo della bellezza, o la piccola Sophie Gray, vittima delle attenzioni perverse di Millais, e Michelina Terreri ritratta sempre nella sua intimità da Balths.

Il libro è pieno di riproduzioni di celebri dipinti in cui oggi riconosciamo queste muse nascoste a cui possiamo dare un nome. Forse le abbiamo viste mille volte, nei musei in giro per il mondo, senza sapere chi fossero. Anche per noi ciò che interessava era la firma dell’autore tanto da far dire ad un critico del libro: “Agli artisti, che le hanno immortalate e spesso prevaricate, resta un merito. Averle rese eterne. Muse nascoste, dunque. Trascurate, dimenticate, anche opportunamente usate, prestate all’arte e al genio per essere rese sogno, carne, disprezzo, passione. Comunque sia, Muse per sempre”.

Malgrado tutto alla fine dei conti il critico-maschio e il lettore-maschio si troveranno d’accordo a rivendicare il ruolo determinante degli uomini, un potere a cui fanno difficoltà a rinunciare. E anche questo è un merito che va iscritto a questo libro e al suo autore: il potere sarà stato, e probabilmente sarà ancora per molto tempo, nelle mani degli uomini, ma la presenza (per fortuna oggi meno occulta di ieri) delle donne nella loro vita ha contribuito spesso a dare equilibrio e spinta creativa per quella capacità (questa sì, esclusiva delle donne) di vivere la vita oltre la vita perché le donne hanno un potere irripetibile, la creazione.

E questo gli dà una umiltà e una sensibilità per cui possono essere muse nascoste quanto si vuole ma la loro influenza e il loro ruolo nella vita degli uomini sarà sempre determinante come diceva Gabriele Munter e come ci racconta Lauretta Colonnelli.

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Giampaolo Sodano

Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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