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Salvini e Di Maio pretendono che Francoforte cancelli 250 miliardi di debito italiano

Salvini e Di Maio pretendono che Francoforte cancelli 250 miliardi di debito italiano

La bozza di programma preparata da Salvini e Di Maio contiene la richiesta a Francoforte di cancellare tutto il debito pubblico italiano acquistato dalla Banca centrale europea negli ultimi tre anni. Si tratta di 250 miliardi di euro. Se accettata, sarebbe un’aperta violazione dei Trattati europei, cui dovrebbe seguire l’uscita dell’Italia dalla Ue. «In tarda serata il M5S si è premurato di sottolineare che il punto è stato tagliato dall’ultima versione del documento. Una smentita obbligata per evitare, stamattina, un’impennata del differenziale di rendimento fra Btp italiani e Bund tedeschi» [Barbera – Schianchi, Sta].]Altre idee: reintrodurre i voucher, ritiro delle sanzioni alla Russia (ma gli Usa restano il partner principale), 780 euro di reddito di cittadinanza (17 miliardi di costo), estensione della legittima difesa domiciliare, inasprimento delle pene per la violenza sessuale, revisione del rito abbreviato, riforma della prescrizione, abrogazione delle norme varate dalla maggioranza di centrosinistra in questi anni volti a «conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari». Carcere «vero» per i grandi evasori. Infine una specie di consiglio dei ministri parallelo – composto dal premier, Salvini, Di Maio, i capigruppo e il ministro competente, più il responsabile per l’attuazione del programma come uditore – chiamato a risolvere gli eventuali contenziosi su provvedimenti qualificanti

Il centro-destra starebbe al 42%

I sondaggisti di Fabbrica Politica-Scenari Politici, dopo 1.200 interviste condotte tra venerdì e sabato con metodologia Crawl, attribuiscono al M5s il 29,6% dei voti, alla Lega il 25,6%, a Forza Italia l’11,2. Forza Italia era scesa al 9, ma è risalita sulle prime indiscrezioni relative alla candidabilità di Berlusconi e sul ritorno degli elettori di destra a cui non piace l’alleanza con i grillini [Cottone, Giornale].

A Cannes, il film di Lars von Trier mette in fuga gli spettatori

Molti spettatori sono fuggiti durante la proiezione di The House That Jack Built di Lars von Trier, in cui il regista danese mostra ogni sorta di sevizie sul corpo delle donne uccise dal serial killer Matt Dillon. «Il sangue del cadavere legato dietro alla macchina e trascinato fino al suo rifugio segreto, un deposito frigorifero. Una mammella tagliata di fresco» [Solinas, Giornale]. Natalia Aspesi: «Il film è semplicemente bruttissimo».

In La traversée di Romain Goupil, proiettato a Cannes, il presidente Macron interpreta se stesso in una sequenza di sette minuti in cui chiacchiera con Daniel Cohn-Bendit. La conversazione è autentica, non c’è copione.

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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