Caro Direttore,
mi inserisco nel dibattito aperto dalla lettera che ti ha inviato Bruno Somalvico dal titolo “Oscurare le dichiarazioni di Trump è o no un grave atto di censura?“.
Vorrei ricordare a Bruno che in America esiste ancora una linea di di demarcazione tra la libertà di parola (in Italia esiste la “libertà di pensiero”, per le parole scattano le denunce) e l’intimidazione.
Inoltre, quando é generalmente riconosciuto che il presidente Trump lancia segnali belligeranti utilizzando fatti inesistenti, é responsabilità dei media non diffonderli. Sarebbe Bruno disposto a non censurare qualcuno che, senza motivo, gridi “al fuoco” in un cinema buio e zeppo di spettatori?
Tornando a Trump, dopo i suoi primi avvertimenti (infondati) di brogli elettorali che hanno fatto mobilitare i militanti a presentarsi minacciosamente davanti alle sedi dei scrutini con armi semi-automatiche (invocando il primo e secondo Emendamento della Costituzione: libertà di espressione e libertà di possedere armi) la stampa (ed alcuni social media) ha dovuto per forza toglierli il megafono per evitare il panico di “al fuoco”.
Dom Serafini
Nel 2024 Klarna annunciò che il suo assistente AI svolgeva il lavoro di 700 agenti…
«Il mercato ai cui si rivolge è ancora immaturo per un testo con questo taglio…
Puntata 1️⃣3️⃣ #LegalManager il difensore delle clausole oscureMolti lo vedono come un freno, altri come…
Puntata 1️⃣2️⃣ #MarketingManager la creatrice di campagne che riscrivono la realtà In un contesto dove…
Mi sono letto il nuovo libro di Francesco Costa Se guardiamo la politica di oggi,…
pur avendo qualche dimestichezza di diritto, in qualche punto ho dovuto rileggere qualche volta il…