Diario di una quarantena

Acufene

di Giuseppe Carro

Non ho paura, mi sento soffocare.

Non ho il batticuore tipico di quando in tenera età si è costretti a svoltare l’angolo oscuro dell’ignoto ma sono terrorizzato.

Mi sento soffocare, l’immobilità mi opprime, il fiato è corto sulle note di un suono gelido che riempie i timpani: il gracchiare incessante (non so se reale o no) di moltitudini di corvi, lo straziante ronzare di zanzare che sembrano orbitare attorno le mie orecchie, una melodia che sa di vuoto, una atmosfera che sa di tempo distrutto o infinito (i secondi si percepiscono uno ad uno), di una gioia negata, di caduta, di costrizione, di gabbia, di quattro squallide pareti o poco più: il mondo intero, se non condiviso, pare stretto.

Nemmeno la magia dei boschi vicini e la frescura dei suoi alberi, tanti intorno a me, sembrano più regalare ombre e squarci di luce, ma solo oscurità, mi mancano il calore di una mano umana, di un bacio che prima sembrava banale e scontato… e il fischio assillante continua resta, immutato. Come può un male che minaccia ancora da lontano strozzarmi ancora prima di avermi toccato?

Condividi
Pubblicato da

Ultimi articoli

ABCD 2026

Sono stato a Bari per ABCD per la prima volta. Il motivo principale era incontrare…

20 Aprile 2026

Recensione di “FAI DI TE STESSO UN BRAND”

Ciao a tutti, amiche e amici di "I bei libri come ciliegie". Spero abbiate un…

15 Aprile 2026

Lavoro è collaborazione

Il Linkedin Top Post di oggi è di Sebastiano Zanolli.

14 Aprile 2026

Parlando con Roberta Zantedeschi

Dopo Sebastiano Zanolli ho pensato di chiedere a Roberta Zantedeschi il suo punto di vista…

10 Aprile 2026

Femminismo e gli uomini

Mi sono spesso chiesto se è possibile essere uomini e femministi, e la risposta rapida…

3 Aprile 2026