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Addio al barbiere calabrese dell’ex sindaco Bloomberg

Si è arreso al COVID-19 dopo otto settimane di terapia intensiva all’Ospedale Lennox Hill, Alberto Rottura, noto a New York City per essere il parrucchiere dell’ex sindaco della metropoli, Mike Bloomberg, e di molte altre personalità, inclusi i Ferragamo, i Fendi e, quando era in vita, anche il famoso scrittore Tom Wolfe. 

Prima del lockdown, questo giornalista (pure cliente di Alberto) stava programmando assieme a lui una foto con Bloomberg per alcune testate italiane in America e Canada. “Alla sua prossima visita settimanale glielo propongo” aveva detto, premettendo però che non avrebbe rilasciato nessuna dichiarazione se non fosse stata prima approvata dal sindaco, che venerava. 

Alberto divorava qualsiasi giornale italiano che gli capitava tra le mani e sarebbe stato felice di trovare un articolo su di sé in un giornale italiano, dopo ben due articoli che il “New York Times” gli aveva dedicato. Nel salone in cui lavorava, sulla Lexington Avenue (dietro l’angolo dalla residenza di Bloomberg), teneva sempre una pila di giornali e riviste italiane e a volte, oltre a parlare dei capelli di Bloomberg (“sono corti e crespi”, diceva) commentavamo assieme alcuni articoli, era così attento da scoprire sempre qualche refuso. 

Alberto era stato contagiato a marzo proprio quando il virus era nella fase di massima virulenza, molte settimane dopo il ricovero e nonostante non avesse alcuna patologia pregressa, é deceduto il 25 maggio all’età di 77 anni. 

Alberto Rottura era nato ad Acquaro, un piccolo paese della Calabria, ed era immigrato negli Usa da solo nel 1960 all’età di 17 anni. Da New York si era trasferito prima a Londra e poi a Parigi per studiare acconciatura. Tornato a New York, a 23 anni aveva aperto il primo salone da parrucchiere, dove nel corso degli anni ha servito clienti del calibro di Judy Garland (madre di Liza Minelli), il presidente del Lincoln Center, e Michael Bloomberg. Per un breve periodo si è dedicato anche alla ristorazione, aprendo nel 1984 il ristorante “Sistina” a Manhattan, e nel 1997 un negozio di vini e liquori sulla Prima Avenue, tutt’ora gestito dai due figli, Gianluca e Gianbruno.Oltre ai due figli, Alberto lascia la moglie Liliana, due nipoti, un fratello ed una sorella.

Nella foto, Alberto Rottura, 1943-2020
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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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