Anche se Trump dichiarava frode, questi repubblicani non si sono piegati

SFOGLIANDO IL NEW YORK TIMES DI DOMENICA 29/11/2020

Come sempre la domenica, oggi il giornale e’ composto di vari fascicoli separati, ognuno col suo titolo (eccetto il fascicolo di apertura che naturalmente si chiama The New York Times). Eccoli, con una notizia ciascuno, scelta fra quelle in prima pagina.

–      1 / 34 pagine. THE NEW YORK TIMES.  Titolo: Anche se Trump dichiarava frode, questi repubblicani non si sono piegati. Se Trump sperava che i repubblicani in tutto il paese gli sarebbero andati dietro nelle sue false e bizzarre accuse che le elezioni erano truccate, si sbagliava. Forse a Washington qualcuno credeva (o faceva finta di credere per adulazione) alla sue fantasie, ma a livello locale  i repubblicani hanno avuto un ruolo cruciale a resistere alle pressioni del loro partito di capovolgere il risultato del voto dopo che Trump aveva chiaramente perso.

–      2 / 10 pagine. METROPOLITAN. Titolo, con le foto di 9 donne, con i loro nomi e rispettive posizioni di lavoro: Pronte per il loro posto a tavola. Si e’ formata a Brooklyn una confraternita di donne nere, la Olori Sisterhood, nata come un gruppo di supporto. E’ diventata una forza politica, di sostanziale aiuto per ogni donna nera che aspiri a iniziare una carriera politica.

–      3 / 14 pagine. SUNDAY STYLES. Titolo con foto dei due protagonisti: Eremiti aiutano i nuovi isolati. Da anni, una coppia ha scelto la solitudine come modo di vita, ritirandosi a vivere su una montagna della West Virginia, in una casetta circondata da migliaia di ettari di natura. Dicono di se stessi: “orientati verso la solitudine”, che e’ il loro modo di dire “eremiti” dedicati a semplicita’, silenzio, preghiera. Adesso cercano di aiutare altri che si devono, non per scelta, adattare alla solitudine a causa del covid, producendo per Youtube dei video che incoraggiano a scrivere diari e a meditare.

–      4 / 12 pagine. SUNDAY BUSINESS. Fotografia a tutta pagina del botteghino di un cinema chiuso e deserto. In basso il titolo: Fine di Hollywood, il seguito. Nei 110 anni di storia dell’industria cinematografica, non era mai arrivata una rivoluzione cosi’ in fretta e su cosi’ tanti fronti. I grandi produttori lottano con una situazione di “senza cinema” e il conseguente strapotere che sta prendendo la Tv, e specialmente Netflix.

–      5 / 10 pagine. REAL ESTATE. Foto di due case di campagna con i loro compratori e il titolo: Scoprendo i costi del paradiso. E sottotitolo che riassume il contenuto dell’articolo: I newyorchesiche hanno abbandonato la citta’ e comprato case di campagna a causa della pandemia, stanno scoprendo che c’e’ molto da imparare e spendere per prendersi cura di una casa.

–      6 / 27 pagine. BOOK REVIEW. Prima pagina con foto di Obama, titolo Retaggio di speranza e inizio della recensione delle sue memorie A promised land,  di 4 pagine e molte foto all’interno.

–      7 / 10 pagine. SUNDAY REVIEW. Disegno a tutta pagina di una luna sorridente ma con una frattura laterale. Titolo: La felicita’ non ti salvera’. Philip Brikman (psicologo, scrittore, professore universitario) era un esperto nella scienza della felicita’, ma non era riuscito  a vincere il suo proprio dolore. All’interno questa didascalia delle foto di un edificio: Tower Plaza da dove Brikman si e’ suicidato nel 1982. Il suo piu’ caro amico ha detto che Brikman aveva descritto tutti come felici tranne se stesso. Secondo la moglie, era stato perseguitato dalla depressione fin da bambino.

–      8 / 16 pagine. ARTS&LEISURE. Su fondo nero, e riferendosi a un articolo all’interno, i nomi dei 25 piu’ grandi attori del secolo, con il nostro grande Toni Servillo al settimo posto. Ecco i primi 7: Denzel Washington, Isabelle Huppert, Daniel D. Lewis, Keanu Reeves, Nicole Kidman, Song Kang Ho, Toni Servillo .

–      9 / 47 pagine. THE NEW YORK TIMES MAGAZINE. Copertina e articolo principale dedicati alle elezioni, con particolare attenzione a come il partito repubblicano ha potuto conquistare cosi’ tanti voti latini. Forse l’intuizione che i latini erano attratti da idee di libero mercato e governo ristretto.     

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Umberto Bonetti

Umberto Bonetti, nato a Torino nel 1938, laureato in legge e scienze politiche Carriera: RAI di Milano (1962/1967), RAI di Montevideo (Uruguay) (1968/1974), RAI CORPORATION (1974/2000) a New York e Los Angeles. . Dal 2000 in pensione, con vari incarichi di consulenze. Volontariato: Peace Corps in El Salvador, United Nations in Sudan, Unesco in Afghanistan, Unione Europea in Bangladesh. A New York: Metropolitan Museum, Meals on Wheels (distribuzione pasti).

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