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“Conscientia vitae” nel tempo del Coronavirus

Di Paolo Filpi

In questo difficile periodo, è la “morte” che fa da padrona Morte è un termine che sta a significare una condizione irreversibile e permanente ovvero la cessazione della vita, Quindi pensandoci, come sarebbe la vita senza morte? L’assenza di morte, ci toglierebbe per sempre la possibilità di goderci ogni minuto, ogni secondo , ogni attimo della nostra vita come se fosse l’ultimo.

Senza la morte il tempo diverrebbe banale, gli affetti, i sentimenti perderebbero significato in quanto è proprio la paura di perdere qualcosa, irreversibilmente, che accresce il suo valore. Tuttavia la morte è presente e il suo peso nella nostra vita diventa sempre maggiore. La paura di morire, oggi più che mai,rende le nostre notti insonni, le nostre vite buie, riempiendole di silenzi assordanti, privandole di stimoli. Quale sarebbe la soluzione a tutto ciò? Non pensarci?

Beh, assolutamente no, sarebbe un inutile autoinganno. L’unica soluzione è accettarla e diventarne consapevoli, vivendo la nostra breve vita al meglio, rendendola originale e fantastica, senza alcun rimpianto, sapendo che, quando arriveremo all’ultima pagina della nostra vita, pensando al passato, non potremo che sorridere.

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